Luca Urbani e Gabriele DAmora, al secolo i Soerba, propongono un pop fortemente influenzato dalla matrice 80 del techno-pop. Per capirci, se avete amato Depeche Mode, New Order, Ultravox o anche soltanto il Franco Battiato de "La voce del padrone", non potrete non adorare questo album, denso di riferimenti a quel periodo. Dove i Soerba ci mettono più propriamente del loro sta nelle atmosfere e nei testi che scrivono, e soprattutto nel modo di cantare che è tipico di Luca Urbani. E qui che si capisce che il gruppo non appartiene alla sin troppo prevedibile schiera di nostalgici del pop da tastierina, ma si propone di fare musica utilizzando quel linguaggio trasferendolo però in tempi e situazioni diverse. I Soerba cantano allucinate dichiarazioni di apatia con tono continuamente ironico e dissacrante, ma al tempo stesso lasciando trasparire della reale tristezza e sofferenza di fondo. Verrebbe da riassumere che quando non cè niente da ridere lunica soluzione è riderci sopra. Magari a denti stretti, come fanno loro con "Im happy" e con le altre canzoni di questo album, veramente ricco di spunti interessanti e di testi spesso geniali. E un prodotto Morgan, Bluvertigo.