«SIAM TRE PICCOLI PORCELLIN - Afterhours» la recensione di Rockol

Afterhours - SIAM TRE PICCOLI PORCELLIN - la recensione

Recensione del 02 mag 2001

La recensione

Ne hanno fatta di strada gli Afterhours negli anni: una mezza dozzina di dischi e una marea di concerti li hanno fatti diventare probabilmente il gruppo di riferimento per il rock in italiano. L‘attività dal vivo viene ora documentata in questi due CD, uno elettrico e un altro, allegato solo alle prime 20.000 copie vendute, che viene descritto come acustico, ma in realtà lo è in parte. Se ne sono fatti di paranoie gli Afterhours prima di questo album e per questo album, soprattutto per il timore che diventasse una celebrazione (anche se in “Lasciami leccare l’adrenalina” c’è il coro del pubblico). Apprezziamo l’intento, indice di una serietà che nell’ambiente oggi non abbonda, ma suvvia. Pure il distaccato De Gregori ogni tanto fa cantare gli spettatori. Per evitare che il disco diventasse una sorta di greatest-hits dal vivo, il gruppo ha scelto di non ritoccarlo quasi in studio, e si sente. Svarioni vari non sono impossibili da trovare, ma quel che viene fuori è una grezza violenta e corposa intensità che non lascia indifferenti. A mo’ di avviso, i due brani iniziali del primo disco (“Germi” e “Siete proprio dei pulcini”), presi da registrazioni del ‘97, sono particolarmente sporchi e brutali. Colpisce molto però il CD (semi)acustico, soprattutto in pezzi come “Ossigeno” e “Male di miele”, resi diversamente dagli originali, quasi a voler dire che le potenzialità del gruppo sono ancora tante. Da evidenziare anche l’inventiva del titolo, che riprende la vena ironica della band e che può avere mille significati ma anche nessuno.
Non hanno punti deboli gli Afterhours: testi, musiche, arrangiamenti, vocalità, sono tutti su ottimi livelli. Senza essere un greatest hits questo disco potrebbe comunque servire a farli conoscere di più e meglio. Quasi inutile dire di Manuel Agnelli, che è una delle teste migliori della sua generazione. Comunque sia, ha già lasciato segni del suo passaggio nella musica italiana. Prima o poi magari alcuni suoi versi (da “l’alternativo è tuo papà” a “voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida”) finiranno sulle magliette come certe frasi dei film di Nanni Moretti.

(Francesco Casale)
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