«SKETCH OF A SUPPOSED MURDERER - Morgul» la recensione di Rockol

Morgul - SKETCH OF A SUPPOSED MURDERER - la recensione

Recensione del 27 apr 2001

La recensione

Dopo aver giocato fino in fondo la carta della provocazione black metal negli anni '90, i norvegesi Morgul abbandonarono decisamente quel terreno già dal precedente album "The horror grandeur". Pur restando fedele alla tradizione nordico-vichinga e alle atmosfere maligne, Jack D Ripper, unico sopravvissuto del duo, ha confezionato ora un disco che si caratterizza particolarmente per il suo viaggio sia all'interno della tradizione, sia dell'avanguardia elettronica, non disdegnando però le classiche sonorità dure del metal con chitarre distorte e growl vocali. Delle precedenti incursioni che lo hanno additato come seguace della scuola Kovenant c'è ancora molto, ma ora le idee si sono fatte più chiare e la direzione sembra essere presa verso qualcosa di più personale e caratteristico. Il viaggio nell'abisso si comincia dalla traccia d'apertura "Violent perfect illusions", un cocktail di orchestrali, voci gutturali e maestose atmosfere. La successiva "The dog and the master" ricorda in alcuni punti le sataniche incursioni del Reverendo Manson. Ruvida, veloce, mistica e tipicamente black metal è invece "Dead for a while", mentre "Machine" scopre territori più oscuri e profondi, tipici del doom. "Of murder and misfortune" tinge i colori di un nero gotico e nel suo accompagnamento di violini ricorda la gran teatralità del grand guignol e i Cradle Of Filth. Tristi e desolanti sono invece gli orchestrali "Truth, liars and dead flash" e "Stealth", risollevati in un secondo tempo da una tipica canzone in stile Samael come "Once again". La sorpresa è trovare sul finale una brillante cover dei Kiss, "She", abbastanza inusuale per il genere, ma per quanto riguardo le prerogative di questo lavoro dei Morgul ben adatta allo stile.
Risulta difficile nel vasto mondo della musica metal estrema trovare prodotti che si differenzino soprattutto per l'invettiva e per la capacità di proporre qualcosa che non sia stato già ampiamente sviscerato da nomi ben più noti. Con Morgul si ha la sensazione di aver trovato la giusta strada e l'ascolto è quindi vivamente consigliato.

(Angelo Ferrari)
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