«IL CAMMINO DELL'ETA' - Gigi D'Alessio» la recensione di Rockol

Gigi D'Alessio - IL CAMMINO DELL'ETA' - la recensione

Recensione del 30 mar 2001

La recensione

Eh già; l’età avanza per tutti, anche per Gigi D’Alessio, che con quella sua faccia da eterno ragazzino sembra non invecchiare mai. Eppure da quasi dieci anni inumidisce gli occhi del pubblico partenopeo (e non solo) con le sue canzoni d’amore che pagano il loro tributo alla tradizione sentimentale con pummarola ‘n coppa, dribblando la superenfatica dimensione della sceneggiata a favore di scelte estetiche sobriamente più moderne. Per quanto monotematici e a senso unico, i suoi dischi mostrano un riuscito sforzo di attualizzazione della canzone napoletana, sia nella parte letteraria che in quella musicale: così Gigi riesce a distrarre dal patetismo degli argomenti trattati e a vendere sfracelli di copie. E questo nuovo lavoro è un’ulteriore conferma di tale formula, con una produzione accurata e sonorità attualissime a supportare una dozzina di canzoni in cui il sentimento amoroso viene affrontato da punti di vista che corrispondono a diverse fasi della vita. Ecco allora il ricordo della prima infatuazione (“Il primo amore non si scorda mai”; ma che fantasia!), lo schiaffo di papà alla ragazzina che torna a casa tardi (“Tatta Tara Ta Ta”; ma non ha un titolo simile anche uno degli inediti contenuti nell’ultimo CD del conterraneo Edoardo Bennato? E’ forse una congiura contro il “Turu Turu” della coppia Boccia-Caliendo?), le prime bugie ai genitori per stare fuori la notte con lui (“Il cammino dell’età”), la giornata al mare con lei (“Mon amour”), la fine di una storia (“Non andar via da me”), fino alla ricerca di una donna disponibile per una serata (“100 ragazze”; al più umile Battisti ne bastavano 10, e comunque alla fine si va in bianco pure qui). Insomma, come sempre una manciata di storielle d’amore che conquistano perché sono semplici quadretti di vita vera, presa a prestito dalla realtà di tutti i giorni. Però suonate con gusto, ben arrangiate e per nulla indifferenti all’elettronica e a ritmi contemporanei come il trip-hop di “Insieme a lei”, all’acid-jazz di “100 ragazze”” e all’immancabile ritmo latino di “Bum bum” e “Mon amour”. Più la melodia sanremese di “Tu che ne sai” e una canzone “regalata” da Mariella Nava: “Verrà il tempo”. Verrà un tempo in cui i campioni di incassi saranno altri?


(Diego Ancordi)
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