«COVERED WITH ANTS - Guttermouth» la recensione di Rockol

Guttermouth - COVERED WITH ANTS - la recensione

Recensione del 06 giu 2001

La recensione

Prima o poi gran parte del contingente punk radunato sotto l’ombrello della Epitaph dovrà fare i conti con gli anni che passano. Gli Offspring – che dalla stessa collocazione sono passati al mondo delle major – dichiarano risolutamente che si rifiutano di crescere. I Guttermouth sono cresciuti seguendo la scia di Dexter Holland e soci, e sembrano risoluti a prendere la stessa direzione: spernacchiano le preoccupazioni per assicurarsi la sicurezza finanziaria (“Secure horizons”), mettono in scena l’ennesima variante dell’eterno conflitto con i genitori (“I’m destroying the world”), ma ammettono che per amore si può anche pensare di mettere la testa a posto (“She’s got the look”). Non si fanno scrupoli anche a prendere per i fondelli i fan in “I won’t see you in the pit”. Roba da eterni adolescenti, come pure lo scherzetto del coro da stadio e successive variazioni del medesimo per pianoforte solo in “Cram it up your ass”. Il bello di tutta la faccenda è che i Guttermouth hanno l’inventiva sufficiente per non annoiare. Azzeccano in più di un’occasione il ritornello giusto (immediato quello di “Secure horizons”) e non si tirano indietro quando si tratta di schiacciare sul pedale della durezza, come dimostrano “Black enforcers”, con un riff e una parte vocale che sembrano un’omaggio a certo hardcore vecchia scuola (in versione però “pulitina”, senza rozzezza strumentale o eccessi di furia) o “That’s life”, che sembra voler ficcare il naso dalle parti del crossover rap/metal che domina il rock statunitense da qualche tempo. Insomma, in questo caso giocare a fare i Peter Pan con l’urlo e le chitarre ad alto volume sembra utile per mettere insieme un album divertente, che non mancherà di farsi notare da skaters, snowboarders e tutto il vasto bacino degli ascoltatori abituali del neo-punk. Non è un capolavoro, ma quella è una faccenda che riguarda l’arte e altre menate da adulti noiosi. E comunque gli ultimi Offspring riescono solo a tratti a tenere lo stesso passo. Che stiano crescendo?

(Paolo Giovanazzi)
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