«VAPOR TRANSMISSION - Orgy» la recensione di Rockol

Orgy - VAPOR TRANSMISSION - la recensione

Recensione del 19 mar 2001

La recensione

Il fatto di essere stato uno dei primi gruppi a firmare per la Elementree, etichetta di Jonathan Davis (Korn), aveva creato una sorta di gran curiosità e aspettative intorno alla band di Jay Gordon. Una curiosità che con l'uscita dello scorso "Candyass" si era trasformata in soddisfazione e gradimento sia da parte del pubblico, sia da parte dei media. A due anni circa da quel trionfo e passata l'ubriacatura del successo, per gli Orgy è ora venuto il momento di provare sul serio la loro capacità. Il maggior tempo passato in studio ad elaborare i nuovi brani di "Vapor transmission" (dai tre mesi impiegati per il precedente si è passati ad un anno esatto), ha reso quasi meno sintetiche e artificiali le canzoni degli Orgy, che hanno cercato in ogni modo di allontanare lo spettro della band famosa perché aveva solamente ripreso la cover dei New Order. In questo disco le distorsioni elettroniche, i deliri post-futuristici ed il look cyber-glam sono ancora tutti al loro posto. C'è ancora un forte richiamo alla new wave e alla musica degli anni '80. Il riff iniziale di "Opticon" assomiglia ad una versione distorta di "Addicted to love" di Robert Palmer. Come non notare poi che "Fiction (dreams in digital") il primo singolo estratto dall'album, sembra quasi fare il verso ai Depeche Mode, esasperandoli però ad una versione più sinistra, morbosa e post-millenaria. Anche "Eva" possiede tutte le carte in regola per diventare un singolo di successo e chissà come mai, anche qui sembra di sentire (senza esagerare) un qualche eco di certi Cure periodo "Pornography". Il vizio quindi di prendere ispirazione da un certo sound old fashioned, unendo un look dallo stile Duran Duran non è stato per nulla accantonato. Se dei loro lontani parenti e concittadini, i Fear Factory, hanno poi palesemente tributato Gary Numan con "Cars", gli Orgy qui lo fanno quasi indirettamente con il brano "107". Ma quello che viene da chiedersi studiando il nuovo album degli Orgy, ammirando la loro curatissima immagine fatta di lustrini e pettinature al limite dell'impossibile è se il gruppo non abbia fatto in modo di costruire tutto a tavolino, prendendo elementi di elettronica, fashion (e perché no), nu metal, in modo da confezionare un bel prodotto finto, perfetto e tirato a lucido. Al di là di tutte le considerazioni, "Vapor transmission" la prima volta che viene fatto girare sul CD player piace, la seconda volta distrae, ma la terza fa venir voglia di accantonarlo. La trasmissione degli Orgy questa volta ha subito qualche disturbo nel segnale e la ricezione non è stata delle più buone… Conviene sintonizzarsi su qualche altro canale.

(Angelo Ferrari)
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