CARNIVAL LOVE

Emi (CD)

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Coraggiosa Amy Correia: ex-ragazza (ha 32 anni) del Massachusetts che in “Carnival love” non teme di mostrare al mondo i suoi fantasmi, lasciando sgocciolare attraverso ogni canzone i suoi amori, e dolori, e morti. Quasi che il raccontarli non potesse sciuparli; quasi che il metterli in mezzo, lo svelarli senza risparmio non fosse altro che un modo per renderli più preziosi e robusti.
Così l’album comincia con la canzone-perla “Angels collide” che intreccia la voce del violoncello al racconto di onde del mare e di pianti, nella forma di una ninna nanna, e procede con la marcetta midtempo di “Fallen out of love”. Il cui titolo - letteralmente “Caduta fuori dall’amore” - già dice tutto, eppure ogni volta che lo ascolti ti sembra più intenso e più drammatico. Intense e drammatiche del resto lo sono un po’ tutte, le canzoni di “Carnival love”, che scivolano le une verso le altre (e verso la fine del disco) senza soluzione di continuità. Irrimediabilmente pesanti per i contenuti (“Chinatown” e “The bike” sono ritratti lucidissimi e impietosi di un'umanità triste e misera) ma irrimediabilmente lievi per via della voce dolce e gentile di Amy Correia, che le accompagna a una a una proprio come fossero piccole storie sue, a volte quasi facendo a meno degli strumenti (in “Starfishin” c’è solo il mandolino). Un disco raro, di quelli da mettere nel lettore e da lasciare lì un po’, un disco da riascoltare di continuo, che ha da insegnare al rock e al folk e al blues d’America e del mondo, che ricorda Ani DiFranco e Tori Amos, ma non solo. E che, per darvi un’idea dell’atmosfera, potrebbe far da colonna sonora in un luna park di cui, a fine stagione, stessero smontando le giostre. Foglie gialle sullo sfondo e un cielo minaccioso, presagio di temporale: eppure andarsene è impossibile, ché l’aria è elettrica, e ti trattiene lì.

(Paola Maraone)