«DOWN TO EARTH - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - DOWN TO EARTH - la recensione

Recensione del 05 apr 2001

La recensione

"Down to earth" è il remake del film del 1941 "Here comes Mr Jordan" a sua volta riproposto nel 1978 da Warren Beatty ne “Il Paradiso puo’ attendere” ("Heaven can wait"). La nuova versione ha assunto decisamente un taglio comico tutto nuovo, grazie all’interpretazione di Chris Rock. Il film nel suo primo weekend d’uscita negli States (metà Febbraio 2001), si è piazzato al secondo posto dei più visti, in pratica subito dopo “Hannibal” con Anthony Hopkins, con un incasso di 17.5 milioni di dollari. Un risultato niente male per Chris Rock, il quale, con la sua solita ironia, racconta la storia di un uomo morto troppo presto e rispedito sulla terra nei panni di un anziano e ricco signore bianco. L’anima però resta di un giovane afro-americano che ama il rap e si innamora della bella e giovane Regina King (“Enemy of the state”, “Petic justice”) e questa dualità non puo’ che portare alla creazione di situazioni esilaranti. La colonna sonora di “Down to earth”, è una raccolta di 15 canzoni tra nuove e già edite che si apre con la collaborazione tra l’ex Groove Theory, Amel Larrieux e i Roots in “Glitches”, ovvero un gemellaggio tra la personalità eterea della cantante e i suoni ruvidi del gruppo Hip-Hop. In pratica “Down to earth” rispetta la tradizione che vuole le colonne sonore come veicolo efficace per promuovere il film che rappresentano, anche se alcune canzoni non si ascoltano affatto nel lungometraggio. Un target di riferimento giovane sia per il film che per il relativo soundtrack e questo traspare dai nomi proposti e dall’abbondanza di Hip-Hop e R&B di facile presa. Tra i titoli di punta del soundtrack c’e’ l’atteso ritorno di Monica che propone la leggera e divertente “Just another girl”, Ginuwine con “Can you tell it’s me” e il duetto tra Sticky Fingaz e Eminem nella velenosissima (ma con taglio comico) “What if I was white”, l’unica canzone che davvero si allinea alla storia raccontata nel film.
Altra attrattiva e’ poi il più volte annunciato lancio delle tre Destiny’s Child verso produzioni individuali e qui e’ Kelly Rowland che si propone come solista (ma con l’aiuto di Beyonce’ Knowles, altra componente delle Destiny’s Child, come co-autrice della canzone) in “Angel”. Ci sono anche le 3LW con “Never let go” che portano l’atmosfera generale a un estremo livello adolescenziale, i Ruff Endz con la delicata e bellissima “Someone to love you” e le già note “Gin & juice” di Snoop (Doggy) Dogg e “Everything is everything” di Lauryn Hill.
Strano incrocio tra Timbaland e Rodney Jerkins è “With you” del quartetto portoricano, Son by four (canzone già edita nel loro album di lingua inglese intitolato “Purest of pain”), mentre, sebbene senza apportare nulla di nuovo, risulta perfetta per il film che rappresenta la canzone di Jordan Brown “I think I like you”. A completare “Down to earth” ci pensa Layzie Bone aka “L-Burna”, con “Up against the wall”, i Jagged Edge di “Dreamed you”, Jill Scott e Eric Robinson in “One time” e Bone Thugs-N-Harmony con “Thug music play on”.
Ben poco di quello che si ascolta nel soundtrack trova riscontro effettivo e risalto nel film e ciò non fa che confermare quanto ormai realizzare la colonna sonora di un film sia più un’esigenza di marketing più che il tentativo reale di creare una connection tra le scene proiettate sul grande schermo e le canzoni contenute nel commento sonoro che in suo nome viene pubblicato. Sapendo questo, “Down to earth” si presenta con tutto il suo disimpegno, offrendo puro entertainment e qualche sprazzo di originalità.

(Alessandra Zacchino)
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