Jaffa - ELEVATOR - la recensione

Recensione del 11 feb 2001

Se Richard Clayderman avesse studiato seriamente l'Hammond anzichè snocciolare al pianoforte "standard" da romanzetti Harmony, con ogni probabilità oggi si metterebbe a gareggiare con Jaffa. E' ciò che immediatamente si percepisce ascoltando "Elevator", prima perla Neo Lounge di questo tastierista che si appresta a conquistare i galloni del nuovo Eumir Deodato. La title-track sapientemente posta in apertura e in chiusura con due remix è un efficace preambolo del suo credo musicale: andamento morbido e suadente coccolato dal basso, derivazioni soul, erotizzanti atmosfere che rimandano agli Anni '70 del film "Emmanuelle". E questo mood cinematografico, amalgamato da carezze black, è il sogno ricorrente dell'intero Cd: un incantesimo che afferra per il bavero il Philadelphia Sound di Barry White ("Be nude, baby"), sublima il corpus ritmico di "Shaft" e "God bless the child" di Billie Holiday ("Sneakin' "), lancia nostalgicamente in orbita un Hammond dei Sixties ("Bklyn bobbi") e mette l'elettronica al servizio della Cocktail Music ("Legz"). In pratica: se amate Marvin Gaye, Stevie Wonder, Taj Mahal, Herbie Hancock, Bill Evans e Booker T. Jones, non potrete che arrendervi alla sensualità musicale di Jaffa. Semmai un giorno dovessero inaugurare un pianobar su Marte, seduto alle tastiere ci trovereste lui.



(Stefano Bianchi)

Tracklist

01. Elevator
02. Be nude, baby
03. Sneakin'
04. Bklyn bobbi
05. Star 67
06. Interlude
07. Legz
08. Lazywalker
09. Sneakin' (vocal)
10. Elevator (Fila Brazillia Remix)
11. Elevator (Herbaliser Remix)

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