«LOST SOUL (ANEME PERZE) - Spaccanapoli» la recensione di Rockol

Spaccanapoli - LOST SOUL (ANEME PERZE) - la recensione

Recensione del 21 gen 2001 a cura di Diego Ancordi

La recensione

Un album dalla gestazione assai travagliata, questo degli Spaccanapoli, durante la quale si è rotto un equilibrio che durava da 25 anni: quello che teneva unito il gruppo degli E’ Zezi. E’ Zezi era una formazione operaia nata fra i macchinari dell’Alfasud di Pomigliano d’Arco. Alcuni disaccordi in merito all’operazione che vedeva avvicinarsi la possibilità di entrare nella scuderia Real World, l’etichetta legata a Peter Gabriel, hanno provocato una scissione all’interno della formazione, da una cui costola è nato il nuovo progetto Spaccanapoli (vedi news e intervista su Rockol). Le voci di Marcello Colasurdo (che ci riporta inevitabilmente ai tempi d’oro della Nuova Compagnia di Canto Popolare) e Monica Pinto sono l’elemento caratterizzante dell’intero lavoro e fanno da collante per il patchwork culturale e sonoro fornito dall’incontro di molteplici "Aneme perze". Anime che vagano tra i mondi confluiti nella tradizione centro-mediterranea di Spaccanapoli unendo culture lontane, proprio come l’omonima strada che nella città campana unisce passato e presente. Una sfida individuata da Giovanni Vacca, autore di parte dei testi, nell’intenzione di "tenere consapevolmente assieme una serie di linguaggi tradizionali che normalmente trovano la loro autentica funzionalità nel rito popolare, all’interno della forma-canzone della cultura di massa". E l’immenso patrimonio culturale partenopeo si sposta dalle suggestioni arabo-andaluse di "Pummarola Black" alla marcia bandistica di "O’ mare", per catapultarci subito dopo nel clima andino-partenopeo di "Sant’Anastasia", passando attraverso la tribalità di "Vesuvio" e il lento incedere un po’ epico di "Siente Munacie’". "Palummiello" ci mostra quanto la tradizione partenopea sia vicina a quella maghrebina, per quanto l’accompagnamento di sola tammorra le dia un incedere da danza pellerossa. L’inizio da "attenzione, battaglione" di "Aneme perze" sfocia invece in una melodia d’ispirazione irlandese. Insomma, le "aneme perze" vagano per il mondo raccogliendo ritmi e melodie che depositano ai piedi del Vesuvio, fra le mani di Antonio Fraioli, che le distribuisce equamente all’interno della musica di Spaccanapoli.


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