Merle Haggard - IF I COULD ONLY FLY - la recensione

Recensione del 26 dic 2000

Merle Haggard è una vera e propria icona del country americano. In realtà, è qualcosa di più di un cantante country, proprio come Johnny Cash, che ha saputo attraversare la tradizione mantenendosi in una dimensione cantautorale che va oltre gli stilemi classici del country di Nashville per raggiungere lidi più personali. Dopo avere riproposto in nuova veste vecchio materiale, Merle torna finalmente sul mercato con un album di nuove composizioni, elaborando nuovi standard con cui confrontarsi e mostrando un’ampia gamma di influenze: dall’honky-tonk di “Honky tonky mama” (in cui sembra di ascoltare Leon Redbone) alle ondeggianti steel guitar hawaiiane di “Turn to me” e “Bareback”, dall’atmosfera “old style” di “Crazy moon” fino ai più stretti legami con la tradizione e le numerose ballads rese con la sua voce matura, pacata e sicura, da consumato storyteller. Haggard è approdato con questo lavoro ad un’etichetta alternativa come la Epitaph, abitualmente orientata verso altri generi di materiale, licenziando un buon disco arrangiato con semplicità e gestito in maniera efficace, che nulla aggiunge e nulla toglie a quanto fatto finora, mantenendosi sui suoi standard qualitativi e stilistici abituali.



(Diego Ancordi)

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