«FREE YOUR SOUL...& SAVE MY MIND - Suicidal Tendencies» la recensione di Rockol

Suicidal Tendencies - FREE YOUR SOUL...& SAVE MY MIND - la recensione

Recensione del 11 ott 2000

La recensione

La formula che ha caratterizzato ogni disco dei Suicidal Tendencies da diciotto anni a questa parte è stata la diversità. Mike Muir e soci hanno sempre odiato l’idea di dover fare un disco uguale all’altro, ed ecco che quando ci si aspetta che il nuovo album dei Suicidal debba suonare secondo logica, arriva un album inaspettato. Il precedente disco della band, “Freedumb”, aveva gettato le basi per un ritorno a vecchie sonorità punk-hardcore, le stesse che si ascoltavano nei primi due dischi dei Suicidal: era quindi lecito per gli ascoltatori aspettarsi qualcosa di simile. Il nuovo “Free your soul…” ricalca invece le stesse orme del side project Infectious Grooves. La formula già collaudata, capace di mischiare funk, metal melodico e attitudine punk anima quindi totalmente il disco uscito a nome Suicidal Tendencies.
L’opening track “Self destruct” è quella che corre più veloce di tutte, mostrando ampiamente il suo carattere hardcore, mentre “Mi casa es su casa” ci accorgiamo di averla già ascoltata sul recente “Mas Borracho” degli Infectious Grooves e ben si adatta al carattere scherzoso di quel progetto collaterale. “No more no less” è più sul versante del metal, ma “Free your soul…” e “Straight from the heart” devono tutto al funk.” La caustica ironia di Muir si manifesta nel brano melodic-hardcore “Pop songs”, invettiva contro la pop music e tutti i suoi rappresentati più famosi (Britney Spears, Puff Daddy, ecc…), ma anche nel parlato di “Cyco speak” Mike non perde tempo e si lascia andare ad una vera esposizione del suo pensiero e della filosofia “cyco”. “Start your brain” è ancora una volta dedita all’hardcore veloce, ma quello che colpisce sono le prodezze al basso di Josh Paul su “Public dissension”, che non fanno certo rimpiangere il dimissionario Trujillo. “Charlie Monroe” ha un riff metal macina-tutto, messo a tacere solo dalla finale “Home”, una canzone che possiede forti echi dei Jane’s Addiction. Il motto è ora più che mai quello di sempre: Suicidal for life!
(Andrea Paoli)
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