«MACHINA II - THE FRIENDS AND ENEMIES OF MODERN MUSIC - Smashing Pumpkins» la recensione di Rockol

Smashing Pumpkins - MACHINA II - THE FRIENDS AND ENEMIES OF MODERN MUSIC - la recensione

Recensione del 28 set 2000

La recensione

Eccoci dunque con la seconda parte della recensione del disco “fantasma” degli Smashing Pumkpkins. Oggi tocca alle rimanenti canzoni originariamente contenute sui due 12”. 14 brani che insistono sulla vena hard rock e sulle sperimentazioni elettriche.Alcune -bellissime- concessioni alla melodia, che fanno riemergere il Billy Corgan di “Mellon Collie & the infinite sadness” e ancora e la consueta voglia di sperimentare con un tema melodico fanno di questo disco un documento importante, un vero e proprio "testamento" della band.
Ecco i brani, uno ad uno, con i relativi clip audio, ascoltabili cliccando sul titolo.

Glass theme(2) La seconda versione di uno dei brani centrali di questo Machina II è un hard rock, quasi furioso e decisamente violento. Le due takes del brano dimostrano quanto Corgan sia un maniaco nello scrivere e riscrivere, nel provare e riprovare le sue canzoni.

Cash car star(2) Altro brano presente in due versioni che, contrariamente al brano precedente, sono molto simili, se non identiche. Questa è leggermente più breve, 3 minuti e rotti contro i quattro della precedente.

Dross Un altro hard rock potente, che dimostra la volontà di Corgan di cercare con “Machina” un ritorno al suono più duro. In questo caso, la rabbia sonora è consona alla disillusione delle parole: “You say I'm beautiful/well I can't help it/you say I'm empty/we all know I'm full of shit”

Real love. L’attacco di questo brano, con la batteria ritmata e il tappeto di tastiere, ricorda da vicino “Tonight, tonight”. Il resto della canzone conferma la sensazione di trovarsi di fronte a un episodio che segue la scia delle classiche ballate melodiche di Corgan, ribadita dal romanticismo del testo: “Real love/or is it me you're after/is it time/cause it's now or never”.

Go L’unica canzone della collezione cantata da James Iha. Un mid tempo molto melodico che, come molti dei brani interpretati dal chitarrista, manca forse di espressività, ma si fregia comunque di una costruzione sonora notevole. “Go, and leave if you must know/and go, I never wanted you to know/go”, canta Iha.

Let me give the world to you Uno dei capolavori del disco, originariamente già incisa per “Adore”; uno stupendo brano, nel quale chitarre acustiche ed elettriche si intersecano per dare vita ad una melodia memorabile, degna delle migliori prove di Corgan, che canta “Let me give the world to you my love /let me show what I'm thinking of“

Innosense Un altro piccolo gioiello, uno dei pochi brani acustici di “Machina II”: solo 2 minuti e mezzo per una canzone che sembra quasi un abbozzo, ma che in realtà è quasi perfetta nella sua apparente incompletezza, così come nel suo richiamo ad un'innocenza perduta: “innocence holds you there/ innocence doesn't care/innocence/innocence lets you dream”

Home La quarta canzone melodica in fila del disco spezza i ritmi violenti dell’hard rock, che riprenderanno con il brano successivo. Chitarre pischedeliche e tastiere si fondono per dare vita ad un’altra prova della vitalità compositiva di Corgan, che ancora una volta si lascia andare al romanticismo: “home, let the word spill from my mouth/love, love is everything I want /I'm one of many more to come /love, love is everything I want”.

Blue Skies Bring Tears Una versione diversa di un brano già presente su Machina I. In questa outtakes, la canzone si trasforma nell’ennesimo hard-rock. Meglio la versione già nota.

White spider Chitarre lancinanti ed un ritmo indiavolato per un brano che è davvero vicino all’heavy metal. Nel furore elettrico si perde la melodia, ma si coglie la voglia di Corgan di tornare alle origini degli Smashing Pumpkins

In my body Una ballata psichedelica e sognante di oltre sei minuti, dal testo altrettano visionario; “hold silent/you were my violent snow/in my life/just for the moment/and then the young die/so you can die/I was alive/I was alive/in my body/you'll never find me”.

If There is a God Una versione “completa” del brano già presente nella prima sezione di “Machina II”. Tutto il gruppo a supportare la melodia di questa ballata che, però, rende di più nella scarna e drammatica interpretazione per piano e voce.

Le deux machina Uno strano e scarno strumentale per tastiere, un tema sul quale Corgan ha lavorato diverse volte. Alcuni frammenti si riaffacciano in “Ghost & the Glass Children”, su “Machina I”

Here’s the atom bomb Un brano pubblicato anche in veste ufficiale, come retro del recente singolo “Try, try, try”. La versione di “Machina II”, però è diversa. Più elettrica e chitarristica l’altra, elettronica e basata su drum machine e chitarra acustica questa. Due facce della stessa medaglia, come tutta la produzione degli Smashing Pumpkins, d’altro canto.

(Gianni Sibilla)
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