«SUNDAY 8PM - Faithless» la recensione di Rockol

Faithless - SUNDAY 8PM - la recensione

Recensione del 22 nov 1998

La recensione

Rollo programma, Sister Bliss tastiereggia, Maxi Jazz predica e Dave Randall è la chitarra: insieme fanno i Faithless, con "Sunday 8pm" al loro secondo album. Chi è rimasto impressionato dalle loro splendide coreografie durante l’esecuzione di "God is a dj" agli ultimi MTV Europe Music Awards, troverà conforto e anche qualcosa di più su questo nuovo lavoro del gruppo, una prosecuzione a maglie ancora più aperte del discorso ottimamente iniziato nel precedente "Reference". Definire dance la musica dei Faithless è riduttivo almeno quanto definire d’autore la musica di Tom Waits: l’universo sonoro del gruppo inglese mescola in modo sorprendente pop, trip hop, ambient, techno e sonorità orchestrali più classiche, ma soprattutto provvede alla costruzione di paesaggi sonori eterogenei e intriganti. Merito in gran parte degli sfondi creati da Rollo e Sister Bliss con il loro lavoro di programmazione, sul quale si armonizza perfettamente il lavoro di tessitura realizzato da Dave Randall con la sua chitarra. A Maxi Jazz il ruolo di ammaliare con la voce (ascoltatelo nel suo inconfondibile stile a metà tra rap, toastin’ giamaicano e predicatore da strada), anche se non è lui l’unico performer presente su questo lavoro: lo affiancano, tanto per citare i due nomi più noti, Dido (voce in "Postcards") e Mr. Boy George, interprete appassionato della splendida "Why go?". Gli 11 brani dell’album scorrono senza il minimo calo di tensione, e alla fine realizzano qualcosa che si avvicina all’intensità di gruppi come Massive Attack pur senza possederne il taglio così estremo: merito forse di un’omogeneità meno esibita, che lascia spazio a dettagli sonori quanto mai vari, come dimostrano egregiamente brani come "The garden", "Sunday 8pm", "Bring my family back", "God is a dj" e la conclusiva "Killer’s lullaby". Un album splendido, intriso di suoni moderni ed essenziali, assemblato con il gusto di chi con la musica lavora e si diverte da una vita. Che Dio sia davvero un dj? Chissà... comunque sarebbe orgoglioso di questo disco.

Tracklist:
"The garden"
"Bring my family back"
"Hour of need"
"Postcards"
"Take the long way home"
"Why go?"
"She’s my baby"
"God is a dj"
"Hem of his garment"
"Sunday 8pm"
"Killer’s lullaby"
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