Steve Morse - MAJOR IMPACTS - la recensione
Recensione del 05 set 2000
Steve Morse (chitarra nei Deep Purple) non deve averci pensato due volte nel decidere a tavolino la pubblicazione di quest’album, quando l’etichetta Magna Carta glielo propose.
Permettere al talentuoso chitarrista di esprimere tutto il suo amore per i musicisti che lo avevano ispirato nel corso della sua formazione professionale incidendo un tributo tutto personale deve essere stata un occasione allettante anche per l’etichetta, oltre che per i fans dei Purple.
L’ex-Kansas ha chiamato per l’occasione a raccolta tutta la sua omonima band (composta di Dave LaRue al basso e Van Romaine alla batteria), sforzandosi di interpretare undici brani completamente strumentali, alla maniera dei grandi nomi del gotha musicale.
I Cream sono la prima band ad essere chiamata in causa su “Derailleur gears”, canzone basata sul tempo di “Crossroads” e sulle sezioni dei Gentle Giant. “Well, I have” anche ad occhi chiusi si riconosce essere ispirata dall’estro di Jimi Hendrix, presente nei brani dal feeling alquanto stoned di “Voodoo Chile” e “All along the watchtower”.
“TruthOla” è un gioco di parole che tira in ballo i titoli di due album di Jeff Back del periodo tardo ‘70 (“Truth” e “Backola”), “Migration” invece va più indietro negli anni, andando a ripescare nientemeno che il sound sixities dei Byrds.
E’ Jimmy Page a mettere lo zampino in “Led on”, il cui intro è simile a “Black mountain side” degli Zeppelin, mentre John Mclaughlin ispira lo stupendo lavoro acustico di “The white light”.
Non potevano mancare anche dei dannati come Keith Richards e Mick Jagger (Rolling Stones) in “How does it feel?”, un mix tra “Start me up”, “Brown sugar” e “Gimmie shelter”.
La ballata rock di “Bring it to me” porta le coordinate sui Mountain e “Something gently weeps” sul pop inglese dei Beatles.
Gli Allman Brothers e B.B. King duettano virtualmente con Morse in “Free in the park”, mentre i Kansas e gli Yes appaiono su “Prognosis”.
Una carrellata tra presente e passato che renderà felici ogni buon amante delle sei corde che si rispetti.