La gloria ferita di Perfume Genius

"Glory", le riflessioni sul corpo, la mente e l’anima nel nuovo album del cantautore statunitense

Recensione del 17 apr 2025 a cura di Marco Di Milia

Voto 8/10

C’è qualcosa di instabile e meravigliosamente vivo in “Glory”, dove la vulnerabilità non si limita a una semplice accettazione di debolezza, ma diventa un atto di forza. Con il suo settimo album in studio, Perfume Genius, alter ego dell’artista e performer statunitense Mike Hadreas, riesce a consolidare una poetica che da sempre oscilla tra intimità e drammatizzazione scenica, mettendo in luce un’ambivalenza che, già nel titolo, appare tutt’altro che rassicurante.

Gloria, ma senza retorica

La “gloria” a cui il cantautore originario di Seattle fa riferimento non ha nulla di celebrativo o epico, quanto piuttosto si presenta come una condizione da negoziare, un tentativo di affermare il proprio posto nel mondo. Riflessioni esistenziali sempre care alla narrativa queer di Hadreas, che in questo senso, nelle undici tracce di “Glory” diventano di fatto più urgenti e concrete.

Registrato con i contributi del partner Alan Wyffels, della chitarrista Meg Duffy e del produttore Blake Mills, il disco esplora un percorso profondo per il suo autore, indotto - tra l’altro - dalla recente pandemia. Così, molte delle sue domande riguardanti la vita, la morte, il dolore e gli affetti risultano aperte e irrisolte.

Confessioni, dubbi e trasformazioni

Con “It’s a Mirror” emerge fin dalle prime battute quanto le emozioni riescano a influenzare il quotidiano, introducendo il tema di una lotta interiore che si dipana lungo tutto il disco. Tra echi folk e venature gotiche, Hadreas ci porta dentro una spirale di pensieri e paure, esplorando il confine tra la realtà e gli allarmi psicologici. Eppure, anziché cedere all'oscurità, ogni canzone offre un passo verso una nuova comprensione di sé.

Con la ballata “No Front Teeth” arriva una riflessione sul genere, reso ancora più intenso dalla combinazione con la voce limpida e magnetica della cantante neozelandese Aldous Harding, che amplifica il senso di intimità e di connessione emotiva. Ancora, nelle pulsazioni quasi eteree della ninna nanna “Clean heart” prende forma per Mike l'occasione di vedersi con occhi più puri, mentre con l’accordo ostinato del mantra di “Only if” c’è l’invito a credere nella possibilità di un cambiamento, anche quando sembra irraggiungibile.

Alternando in questo modo luci e ombre, “Glory” mescola l’urgenza di esprimersi e il timore di non essere ascoltati, dosando delicatezza e spigolosità. Si fa denso in “Full on” e carico di tensione e oscurità in “Hanging out”, mentre con la melodia carezzevole di “Capezio” libera una vena onirica raccontando di fantasie tra realtà e immaginazione. Infine, la chiusura affidata alla titletrack non si limita a essere una semplice conclusione di scaletta, ma si trasforma in una riflessione filosofica sulla stessa esistenza, per un momento di catarsi quasi etereo dopo aver affrontato una lunga gamma di emozioni, dalla paura alla grazia, dalla lotta interiore alla liberazione.

Un atto di speranza

“Glory”, quindi, con il suo arrangiamento delicato e sfumato sembra suggerire che, nonostante la confusione, la sofferenza e le mille incertezze che la vita inevitabilmente porta, ci sia comunque una forma di gloria nell’affrontare tutto questo. Perfume Genius riesce così, con un linguaggio minimalista e insieme ricco di dettagli, a nutrirsi di coraggio, vulnerabilità e speranza. “Glory” non svela di conseguenza solo le cicatrici lasciate dalla sofferenza, ma anche la possibilità di rinascere dopo tanto patimento. Di ritrovare umanità, con tutte le proprie imperfezioni.

Tracklist

01. It's a Mirror (03:32)
02. No Front Teeth (04:46)
03. Clean Heart (03:52)
04. Me & Angel (03:22)
05. Left For Tomorrow (03:39)
06. Full On (04:54)
07. Capezio (03:51)
08. Dion (03:18)
09. In a Row (03:23)
10. Hanging Out (04:21)
11. Glory (02:17)

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