«START WITH THE SOUL - Alvin 'Youngblood' Hart» la recensione di Rockol

Alvin 'Youngblood' Hart - START WITH THE SOUL - la recensione

Recensione del 19 lug 2000

La recensione

Alvin Hart è sicuramente un musicista versatile ed eclettico: questa sua ultima fatica dimostra pienamente come col trascorrere del tempo egli tenda ad affrancarsi dalla sua fonte principale d’ispirazione, il blues, per spaziare a tutto campo nella moltitudine dei generi musicali. Infatti, questo “Start with the soul”, terzo album di Hart, è di difficile definizione, attraversato com’è da brani assolutamente diversi tra loro: si spazia dal rock al r&b passando per la migliore fusion, ci sono accenni di r’n’r, country, non propriamente il genere preferito dalla gente di colore, e finalmente il blues. Blues che non è dominante rispetto all’opera nel suo complesso, anzi ne è una sorta di corollario, l’arricchimento di un cd che si presenta estremamente variegato e avvincente tanto nei brani originali quanto nelle covers. L’album si apre con il rock “Fighting hard” sufficientemente grintoso e piacevole, seguito da due rhythm & blues “Manos arriba” e la cover “Treat her like a lady” (Cornelius Brothers) soprattutto quest’ultima molto ben eseguita: la presenza dei fiati e delle coriste, tra le quali spicca Susan Marshall vocalist d’eccezione e cantante dei purtroppo dispersi Mother Station, la inserisce tra i pezzi migliori dell’intero album; “Once again” è un buonissimo blues con una struttura vocale ispirata al miglior Tom Waits, segue “Porch monkey’s theme” che altro non è che una fusion da anni ’70 peraltro molto ben suonata ed arrangiata. “Electric eel” è una ballata dall’incedere bluesy ed è seguita dalla cover di “Back to Memphis” un vecchio rock’n’roll di Chuck Berry cui segue l’episodio più curioso: si tratta di “Cowboy boots” una cover country che fa parte del repertorio di Dave Dudley, uno degli esponenti più classici del genere. Si torna al blues con “A prophet’s mission” eseguita da Hart con il solo accompagnamento della sua chitarra; con “Cryin’ shame”, altra cover questa volta di Black Oak Arkansas, si materializza il sound rock-blues tipico dei seventies prima del r&b di “The hustler”. C’è ancora il tempo per segnalare “Maxwell Street Jimmy” un altro strumentale che consente ad Alvin Youngblood Hart di dare libertà al proprio estro chitarristico, chiude il blues tradizionale di “Will i ever get back home?” in puro stile Howlin’Wolf. Certo “Start with the soul” non è un album di blues, non nel senso tradizionale, ma la bravura ed il talento di Hart meritano di essere assecondati e ascoltati: il suo viaggio musicale continua.

Tracklist
”Fightin’ hard”
”Manos arriba”
”Treat her like a lady”
”Once again”
”Porch monkey’s theme”
”Electric eel”
“Back to Memphis”
”Cowboy boots”
”A prophet’s mission”
”Cryin’ shame”
”The hustler”
”Maxwell street Jimmy”
”Will I ever get back home?”

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