«SHINING LIKE A NATIONAL GUITAR - GREATEST HITS - Paul Simon» la recensione di Rockol

Paul Simon - SHINING LIKE A NATIONAL GUITAR - GREATEST HITS - la recensione

Recensione del 25 giu 2000

La recensione

“The Mississippi Delta was shining/ like a national guitar”: è così l’attacco della celebre “Graceland”, uno dei brani più famosi di Paul Simon. Ed è da questi versi che trae spunto il titolo di questo Greatest Hits (riservato al mercato extra-Usa e che con “Graceland” si apre) che è una panoramica sulla produzione musicale di Paul Simon solista, attraverso alcuni dei suoi brani più celebri e alcune canzoni forse meno conosciute ma altrettanto rappresentative del modo di concepire la musica di Paul Simon. I ritmi africani della già citata “Graceland” ma anche di “Diamonds on the soles of her shoes” – brano che Paul Simon a suo tempo scrisse con Joseph Shabalala, leader del gruppo vocale sudafricano Ladysmith Black Mambazo – si mescolano al fascino del coro gospel di Dixie Hummonbirds nella classica “Loves me like a rock”, al blues rivisitato di “Kodachrome”, al reggae di “Mother and child reunion”, al dixieland reinventato di “Take to the mardi gras”, a testimoniare della curiosità e della voglia ogni volta di rimettersi in gioco di un musicista che, raggiunto il successo trent’anni fa, ha deciso di ricominciare tutto da capo. Un “Greatest Hits” che offre l’opportunità di un viaggio attraverso le sonorità di Paul Simon, capaci di essere così diverse e al tempo stesso così riconoscibili, sonorità che, accanto alla ricerca sui ritmi – da quelli africani a quelli sudamericani, come in “The obvious child” – seguono la via della canzone che è racconto di se stessi, a volte del proprio travaglio, come nei due brani estratti dal bellissimo album “Hearts and bones”, la canzone omonima - che è una delle più emozionanti della produzione di Simon - e “Rene and Georgette Magritte with their dog after the war”. Ma c’è anche il Paul Simon delle piccole grandi emozioni, come in “Still crazy after all these years” e in “50 ways to leave your lover”, due brani tra i più celebri del suo repertorio. Un disco ben congegnato, dunque , per restituire il mondo musicale di Paul Simon e le sue tante facce, anche quelle un po’ meno frequentate (come i brani di “Songs from the capeman”), con una buona qualità del suono, elemento questo non secondario in una raccolta di vecchi/nuovi successi.

Tracklist
“Graceland”
“You can call me Al”
“Mother and child reunion”
“The cool, cool river”
“50 ways to leave your lover”
“The obvious child”
“The boy in the bubble”
“Rene and Georgette Magritte with their dog after the war”
“Late in the evening”
“Bernadette”
“Slip slidin’ away”
“Take me to the Mardi Gras”
“Diamonds on the soles of her shoes”
“Still crazy after all these years”
“Kodachrome”
“Loves me like a rock”
“Me and Julio down by the schoolyard”
“Hearts and bones”
“Trailways bus”
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