«FAITH AND COURAGE - Sinéad O'Connor» la recensione di Rockol

Sinéad O'Connor - FAITH AND COURAGE - la recensione

Recensione del 05 lug 2000

La recensione

Sinéad assicura che è diventata donna saggia ed equilibrata. Che ora ha capito il senso delle cose, del mondo, della vita. Che dopo anni di tormenti e dolori finalmente si sente più serena. Che quella foto del Papa ("brav'uomo peraltro") andava stracciata, in quel momento. Ma che ora non lo farebbe più. Anzi, si è fatta suora. Dice che per il suo nuovo disco (una produzione ambiziosa, ne hanno scritto) si è affidata a produttori importanti e bravi: Scott Cutler e Anne Preven, già con Natalie Imbruglia in "Torn", poi Dave Stewart in carne e ossa (lui ha anche suonato la chitarra in un pezzo), Brian Eno, Wyclef Jean. Spiega la O'Connor: "Queste canzoni erano una cosa che avevo dentro, concetti idee e sensazioni che non potevo fare a meno di raccontare. In questo disco ci sono Dio e i miei figli".
E ora, diciamo noi. Diciamo: che in "Faith and courage" non c'è una canzone capace, in sé, di eguagliare le vette di "Nothing compares 2 U"; del resto ci sarebbe da stupirsi del contrario. Però il disco, nel suo complesso, morde e graffia e accarezza a un tempo, e scava dentro, e tocca l'anima: e le canzoni, soprattutto, camminano ordinate (scorrono?), una in fila all'altra, e costruiscono un percorso.
Ascoltare "Faith and courage" senza prestare attenzione ai testi sarebbe fare un torto alla O'Connor. Perché è vero che la musica – ipnotica celtica struggente ossessiva: qui dentro c'è di tutto - da sola ha una sua forza davvero notevole. Ma dietro ai testi, dietro alle parole, c'è tutta la storia di questa donna rasatasi perché se non l'avesse fatto sarebbe impazzita, dichiaratasi lesbica, creduta matta, lasciata sola, descritta come madre cattiva e negligente. La matta Sinéad canta, con la voce - limpida e roca assieme - che le conosciamo. Canta il suo essere "la donna di nessuno", chiede di non essere abbandonata, spiega che "non merita di piangere", vuole andare a ballare, arde per entrare in contatto con Dio, scrive a suo padre: "Daddy I'm fine", e gli domanda perdono per tutto quello che non è riuscita a essere. Coccola i suoi figli, mette assieme il rock e le nenie, e conclude il disco con una preghiera, "Kyrié Eléison". Ha voluto che ci suonassero e cantassero dei neri, maschi per giunta, a dispetto delle voci che la dipingono misantropa. Dice che la prima Chiesa è stata quella dei rasta. Che il loro Dio è il più antico; e che lei crede nello stesso Dio. Mischiato alla terra e al sole.

TRACKLIST

01. The healing room
02. No man's woman
03. Jealous
04. Dancing lessons
05. Daddy I'm fine
06. 'Til I whisper U something
07. Hold back the night
08. What doesn't belong to me
09. The state I'm in
10. The lamb's book of life
11. If U ever
12. Emma's song
13. Kyrié Eléison.
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