«TUTTI GLI ZERI DEL MONDO - Renato Zero» la recensione di Rockol

Renato Zero - TUTTI GLI ZERI DEL MONDO - la recensione

Recensione del 30 giu 2000

La recensione

Il monumento a Renato Zero viene su bene. Con Renato Zero a coordinare i lavori, i fans di Renato Zero possono essere più che soddisfatti. Il nuovo disco commemorativo di Renato Zero, uscito nel Giubileo per i 50 anni di Renato Zero, è un mattone importante per la giusta beatificazione di Renato Zero. La santità di Renato Zero, che appare sempre più evidente a Renato Zero e a chi, con la massima approvazione di Renato Zero, frequenta la Libera Chiesa di Renato Zero, si arricchisce in questo disco di nuove parabole di Renato Zero sui miracoli di Renato Zero, scelti e commentati da Renato Zero. La nuova Epistola ai Sorcini, ricavata dalla recente Epifania televisiva di Renato Zero, è stata divisa da Renato Zero in due parti. In una Renato Zero auspica che l’universo “si tinga di Zero” con alcune nuove immortali creazioni di Renato Zero e Maurizio Fabrizio. In esse, Renato Zero affronta come sempre i temi degni di lui: verità vera, sincerità sincera, umanità umana, sentimenti sentimentali, ma soprattutto, come è giusto, il tema per eccellenza: Renato Zero. Nell’altra metà del disco Renato Zero concede il suo tocco salvifico e la sua interpretazione degna di Renato Zero a composizioni di autori che non sono Renato Zero, e in effetti non sono più: De André, Modugno, Tenco e Battisti. Le loro anime riceveranno ineguagliabile consolazione nel sentire la voce accorata di Renato Zero appropriarsi dei loro componimenti come se da sempre fossero stati concepiti per le vibranti corde vocali di Renato Zero.
A ciò si aggiunga che sia nelle nuove composizioni che in quelle altrui, il maestro Renato Serio, il cui nome è immodestamente simile a quello di Renato Zero, dissemina archi maestosi e arrangiamenti che esaltano, pur nella loro magnificenza, la frugale semplicità di artista di Renato Zero.
E’ tutto? No, naturalmente: poche righe, per di più non redatte da Renato Zero, non basterebbero a descrivere la profonda carità di Renato Zero. Possiamo solo sperare, con immensa umiltà, di aver parlato di Renato Zero con sufficiente venerazione per non deludere Renato Zero, per non essere tra i tanti biechi felloni il cui “abbaiare ignorante” induce Renato Zero ad ammonire “Tutti gli Zeri del mondo”: “Chi ti tradisce è la solita gente”. “...Tra invidia e gelosia, come ti pentirai di avere tanta energia”., dice in seguito a se stesso Renato Zero, percorrendo la “Via dei Martiri” alla testa dei “tanti delusi e arrabbiati” che hanno capito che Renato Zero è la Salvezza, è la Via, è la Speranza, è la Redenzione. A loro sono dedicate queste nuove preghiere a Renato Zero, fatte non per essere cantate (strofe, ritornelli? La struttura è, opportunamente, quella di inni sacri) ma declamate. Certamente non siamo degni di salire con Renato Zero sulla sua “Zeronave” - ma se Renato Zero dirà soltanto una parola, noi saremo salvati.
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