«THE CONSTRUKTION OF LIGHT - King Crimson» la recensione di Rockol

King Crimson - THE CONSTRUKTION OF LIGHT - la recensione

Recensione del 24 giu 2000

La recensione

L’attuale incarnazione dei King Crimson prevede quattro musicisti (Robert Fripp, Adrian Belew, Trey Gunn e Pat Mastellotto), impegnati tutti insieme o in unità più ristrette a seconda dei diversi progetti. A detta di Fripp si tratta di ‘un doppio duo e/o un quartetto; racchiude anche quattro solisti, quattro trii e sei duetti’. D’altra parte si potrebbe cominciare a pensare all’espressione ‘King Crimson’ come a un genere musicale a se stante, imparentato con la musica colta contemporanea e il rock, ma senza necessariamente rispettarne canoni e moduli in entrambi i casi. Così, nel genere coabitano una matrice rock evidente quanto trasfigurata, come evidenziano “ProzaKc blues”, “Into the frying pan” e “The world’s my oyster soup kitchen floor wax museum”, e suggestioni di più difficile collocazione (esempi ne sono “FraKctured” e “Heaven and earth”, attribuita ai ProjeKct X, una delle filiazioni Crimson). Difficile, beninteso, se li si considera da un punto di vista esterno al genere, giacché certi serrati intrecci chitarristici suonano assolutamente familiari a chi ha dimestichezza con le produzioni passate di Robert Fripp, esplicitamente chiamate in causa da “Lark’s tongues in aspic - part IV”. Inutile cercare agganci con il rock odierno, “The construKction of light” va letto semmai nell’ottica dell’evoluzione del genere King Crimson, compito a cui probabilmente stanno già lavorando frippologi dotati delle più vaste conoscenze dell’esoterico argomento. Da semplici dilettanti della materia, osserviamo che la coppia Fripp/Belew aveva prodotto cose un po’ più interessanti in una fase precedente - anni 80 - forse troppo sempliciotta per i cultori più esigenti, ma anche abbordabile agli ascoltatori comuni, che di fronte a questo ultimo parto di casa Crimson potrebbero anche farsi prendere da un comprensibile timore reverenziale.
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