Trovare un equilibrio tra il dub e il pop, tra la melodia e la forza, è sempre l’obbiettivo degli Almamegretta, che nei trent’anni della loro storia hanno attraversato fasi diverse senza mai perdere la strada, cercandone altre magari, percorrendo sentieri e vicoli accanto ad essa, senza mai smarrirsi.
“Senghe” tiene insieme tutto quello che gli Alma hanno trovato durante il loro lungo viaggio: dolori e gioie, sconfitte e vittorie, successi e ipotesi. Ma non è un album di “bilancio”, perché alla band fare i conti del “dove siamo arrivati” interessa poco. Anzi, pur restando saldamente legati al dub, all’universo ‘mediterraneo’, alle ‘roots’ partenopee, gli Almamegretta con questo nuovo album dimostrano di essere già altrove, un ‘altrove’ fantastico, un mondo che è fatto di carne e sangue, di fatica e passione, ma al tempo stesso visionario, irreale.
Questo bellissimo gioco di contrasti è il cuore dell’album, che anche musicalmente è certamente partenopeo ma allo stesso tempo internazionale, antichissimo e contemporaneo. È un album che è certamente figlio della tensione creativa della band, con tutti i temi che sono cari alla loro poetica ma con una particolare attenzione a quelli ambientali, non è un lavoro fatto per essere ascoltato con un solo orecchio facendo qualcos’altro, ma un album che chiede a chi ascolta di concedere del tempo a Raiz e alla band, per capirne la profondità, i sentimenti, la scrittura e le intenzioni, un album carico di ottima musica e di belle idee.
Una conferma che dopo trent’anni il viaggio degli Almamegretta è ancora in pieno svolgimento.