«SAFARI BEACH (TUCASA MICASA) - Mau Mau» la recensione di Rockol

Mau Mau - SAFARI BEACH (TUCASA MICASA) - la recensione

Recensione del 16 giu 2000

La recensione

Con "Safari beach" i Mau Mau confezionano un vero disco dell'estate, o forse sull'estate, o per l'estate. Dipende da come lo si legge, perché è un disco complesso, nelle suggestioni musicali che mescola e nei temi che decide di affrontare, con doppie chiavi di lettura. Dal titolo e dalla copertina, che ritrae in una foto di Martin Parr un'affollatissima spiaggia di una località spagnola (ma potrebbe essere Rimini), il concetto è chiaro: il turismo è come una guerra di conquista, conquista di spazi e conseguentemente di culture. I nuovi colonizzatori, cioè, non imbracciano i fucili ma gli ombrelloni. Ma gli effetti non sono poi così diversi. Il disco dei Mau Mau è dunque un disco di viaggio, e questa non sarebbe una novità, visto che il gruppo piemontese ha sempre fatto dell'erraticità, dell'essere un po' vagabondi, un personale baluardo. Ma del viaggio, questa volta, si vede anche il lato "sporco", quello di chi va in giro per prendere, donne o cose poco importa, l'importante è che siano esotici, schiacciando con la forza del suo potere d'acquisto l'umanità di intere popolazioni. "Tucasa micasa", il sottotitolo dell'album, è da questo punto di vista esemplificativo; "Tucasa micasa" è la frase che l'uomo bianco dice al "bovero negro": quello che è tuo è mio. Ma, come dicevamo, c'è un'altra faccia della medaglia (non a caso, in scaletta c'è "Micasa tucasa", un'inversione significativa): quella del viaggio come esperienza interiore, che prende per restituire. E la contaminazioni di generi "etnici" che ancora una volta troviamo in questo lavoro dei Mau Mau ne è una prova. Le suggestioni sonore sono troppe per essere elencate, dal calypso, al raggae, alla musica del Marocco. Con una novità, perché il gruppo piemontese ha scoperto la house, la techno, la dance e decide di giocare con i suoni "sintetici", dando vita a ballate che mescolano acustico e campionato, riportando il tutto al marchio distintivo dei Mau Mau. Non a caso, questo lavoro vede alla produzione artistica non solo Luca Morino e Fabio Barovero (come nei precedenti lavori), ma anche Josh Sanfelici e Paolo Gep Cucco. Filo conduttore è il divertimento, l' energia che si respira anche in un brano in fondo duro come "Venus nabalera" che affronta il tema del turismo sessuale. Come al solito sono molti gli ospiti, dal Sargento Garcia - che presta la sua voce a "Due cuori" - agli interventi di Boosta in "C'est la vie" e "Solo tu", i due brani più ipnotici. Un disco interessante, da ascoltare con attenzione, sia nei suoni che nei testi; e per chi avesse l'occasione di sentire i Mau Mau dal vivo, siamo certi che non mancheranno le sorprese.

TRACKLIST

05. Basura
07. C'est la vie
11. Solo tu
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