«REICH IN ROST - Totenmond» la recensione di Rockol

Totenmond - REICH IN ROST - la recensione

Recensione del 28 giu 2000

La recensione

L’introduzione ed il titolo di copertina non dovrebbero lasciar alcun dubbio. I tedeschi Totenmond hanno deciso con questa terza opera di dedicare ed indirizzare tutta la loro rabbia metallica verso un argomento scottante e ancora d’attualità: la guerra. Il cantare nella loro lingua madre potrebbe certo creare qualche problema nella comprensione delle liriche (soprattutto per chi il tedesco non l’ha mai masticato), ma lasciando parlare la musica quello che si evince ascoltando le dieci tracce qui incluse è che tutto l’album mostra di essere imperniato su una sorta di concept, sviluppato intorno alle vicende riguardanti l’ascesa e del declino di un fantomatico Reich (che sia il famigerato Terzo Reich?). L’introduzione di “Öfter mal ins blaue” è quanto di più angosciante e tremendo si possa sentire: un bombardamento aereo a tappeto devastante, supportato da un furioso drumming death metal e dalla brutale voce del singer Pazzer. L’ipotetico conflitto inizia con la distruzione totale e prosegue con le lugubri atmosfere della titletrack, come in un desolante incubo abitato da atmosfere pseudo industrial alla Einstürzende Neubauten. La gelida e maligna voce di quello che dovrebbe essere l’autore dell’immane distruzione iniziale (il Führer?) gela il sangue in “ Landeinwärts”, un pezzo dai ritmi strettamente Sabbathiani. “Der rote berg” accentua il carattere grind-death dei Totenmond, avvicinandosi alla stessa carica combattente dei Bolth Thrower, mentre “Flammenzeichen” pone l’accento ancora una volta sul doom. Il restante è un susseguirsi di episodi folli e deliranti, meno brutali, ma sempre inquietanti (una su tutte “Meiner hässlichkeit”). Nessuna speranza, nessun compromesso né pietà, insomma le canzoni dei Totenmond rientrano nel più perfetto stile “in your face”, dimenticando il codice del “politically correct” come già fecero in passato anche i Carnivore di Peter Steele e gli inglesi Discharge. Quando la cattiveria e l’oscurità hanno il sopravvento…
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