«TURNING TO CRIME - Deep Purple» la recensione di Rockol

I Deep Purple “si danno al crimine” e si divertono

A poco più di un anno di distanza dall’album di inediti “Whoosh!”, la formazione britannica dà alle stampe il disco di cover “Turning to crime”, suo primo lavoro in studio composto da brani scritti e precedentemente incisi da altri artisti.

Recensione del 30 dic 2021 a cura di Elena Palmieri

Voto 7,5/10

La recensione

“Il titolo racchiude due aspetti: uno è che i fan dei Deep Purple penseranno che sia un atto criminale, da parte nostra, usare la musica di qualcun altro e l'altro riguarda il modo in cui appariremmo, rubando la musica di altri artisti. Però, è pensato per far sorridere”: così Ian Paice, storico batterista dei Deep Purple, ha spiegato a Rockol il significato dietro al titolo del nuovo album della band, “Turning to crime”. Il disco, uscito a poco più di un anno di distanza dal precedente “Whoosh!”, è infatti il primo lavoro in studio della formazione britannica composto da brani scritti e precedentemente incisi da altri artisti.

Il primo album di cover dei Deep Purple

Già in passato la band inglese era stata sfiorata dall’idea di fare un album di cover, ma nel corso della sua carriera non hai mai realmente avuto la volontà e il tempo di farlo.

Con l’arrivo della pandemia e la sospensione dei grandi eventi dal vivo, però, il gruppo ha trovato il momento giusto per confrontarsi con pezzi di altri artisti con l’obiettivo di incidere un disco. Non lasciandosi scoraggiare dall’impossibilità di tenere concerti, incontrarsi e lavorare insieme su nuova musica, Paice, il cantante Ian Gillan, il tastierista Don Airey, il bassista Roger Glover e il chitarrista Steve Morse si sono così affidati alle nuove tecnologie per incontrarsi - seppur virtualmente - e registrare da remoto un album di cover con l’intendo di suonare e divertirsi. Il risultato è quindi un progetto divertente che non ha altre pretese se non quella di intrattenere l’ascoltatore con una serie di canzoni del passato, sia famose che meno note, rilette con personalità ed entusiasmo dai Deep Purple. In futuro probabilmente la band tornerà con un nuovo album di inediti, come  “Whoosh!”, dimostrando di essere tutt’altro che a corto di idee, ma ora con “Turning to crime” la formazione britannica semplicemente mette in mostra con generosità e gioia il talento di ogni suo musicista, arrivando a misurarsi con generi e stili musicali diversi.

Attraverso la storia della musica

Prodotto da Bob Ezrin, collaboratore di lunga data dei Deep Purple e già in cabina per “Whoosh!”, terzo capitolo del suo sodalizio con la band, “Turning to crime” è una sorta di viaggio attraverso sonorità e stati d’animo diversi, in cui il gruppo recupera le proprie radici rileggendo pezzi di storia della musica. Così il disco spazia dal rock psichedelico di “7 and 7 is”, rivisitazione di una canzone scritta da Arthur Lee e pubblicata nel 1966 dai Love prima di venir inclusa nell’album “Da Capo”, al rock & roll di "Rockin' pneumonia and the boogie woogie flu". Mentre per la prima traccia i Deep Purple, pur rimanendo fedeli all’attitudine e alla melodia dell’originale, enfatizzano la sezione ritmica della batteria per far proprio il brano e conferirgli il loro marchio di fabbrica, nel secondo caso la band non tradisce lo spirito del classico originariamente scritto e registrato dall'oggi 87enne Huey "Piano" Smith, e si lascia trasportare dall’entusiasmo contagiando l’ascoltatore. 

Tra sorprese e canzoni convincenti

Sembra sorprendente sentire ora il gruppo rifare brani di altri artisti, nonostante all’inizio della sua carriera si sia cimentato in una serie di cover pubblicate poi nei suoi primi lavori.

Ma la vera sorpresa sono più che altro le canzoni scelte, che alla fine risultano convincenti nella rilettura dei Deep Purple. Il merito va anche al fatto che ogni musicista della band per “Turning to crime” si è ritagliato il suo spazio per dare sfogo al proprio estro. La voce di Ian Gillan è quindi carismatica, capace di lanciarsi in un veloce rock & roll o di divertirsi sul blues di “Let the good times roll”. Steve Morse, invece, impiega diverse tecniche di esecuzione alla chitarra e la sua bravura emerge soprattutto nelle cover di“Oh well” dei Fleetwood Mac e “White room” dei Cream, già di suo nelle corde della formazione inglese. Non mancano poi il tocco di Don Airey, che sostiene anche un brano rock & roll vecchia scuola come “Jenny take a ride!” di Mitch Ryder o l’elettrico “Watching the river flow” di Bob Dylan, qui con un arrangiamento più veloce, e il groove di Roger Glover che dà colore a ogni traccia. Nelle 11 cover di “Turning to crime” la batteria di Ian Paice è divertita, come nell’interpretazione di “Lucifer” di Bob Seger, mentre suona in modo sapiente, ma allo stesso tempo fantasiosa, in altri momenti, come nella versione dei Deep Purple di “Dixie Chicken” dei Little Feat o nel medley finale. Per chiudere il disco la band ha scelto una lunga traccia, per lo più strumentale, in cui ha giocato a reinterpretare passaggi di vari brani dimostrando il valore e la forza della formazione Mark VIII. Nel medley, battezzato “Caught in the act”, i Deep Purple fondono insieme "Going Down" del Jeff Beck Group, "Green onions" di Booker T. & the M.G.’s, "Hot 'Lanta" della Allman Brothers Band, "Dazed and confused" nella versione dei Led Zeppelin e "Gimme some lovin'" dello Spencer Davis Group, questa con l’interpretazione vocale di Gillan come tocco finale dell’album. Con “Turning to crime” si può dire che i Deep Purple non abbiano commesso nessun crimini, presentando, anzi, un lavoro piacevole.

TRACKLIST

01. 7 and 7 Is (02:28)
03. Oh Well (04:31)
04. Jenny Take a Ride! (04:36)
07. Dixie Chicken (04:43)
08. Shapes of Things (03:40)
10. Lucifer (03:45)
11. White Room (04:53)
12. Caught in the Act (07:49)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2022 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.