Los Angeles, per i giudici la Universal non deve altre royalty a Eminem

Los Angeles, per i giudici la Universal non deve altre royalty a Eminem
Tira un sospiro di sollievo la Universal (e con lei l’intera industria discografica): il tribunale di Los Angeles ha respinto le richieste di Eminem, dei suoi ex produttori Bass Brothers e della loro società FBT Productions, che reclamavano 1,47 milioni di dollari di royalty in più sulle vendite di suonerie e download riguardanti il vecchio repertorio del rapper (vedi News). I giudici californiani hanno dato ragione alle etichette Aftermath Records e Interscope Records, facenti parte di Universal, sostenendo che le royalty sulle vendite digitali vanno calcolate esattamente come quelle relative ai cd: respingendo, dunque, la tesi di Eminem e dei legali di FBT, secondo cui l’artista ha diritto a una percentuale maggiore sulle vendite digitali – il 50 % del netto – dal momento che in questo caso si configurerebbe un contratto di licenza e che la casa discografica non deve sostenere le spese relative alla stampa, al confezionamento e alla distribuzione fisica del prodotto.
Una sentenza favorevole ad Eminem avrebbe alzato la posta in gioco molto al di là del caso specifico, rimettendo in discussione i contenuti economici di molti contratti artistici stipulati prima dell’avvento del mercato digitale (cause analoghe sono stave messe in moto dai legali di gruppi come Cheap Trick e Allman Brothers Band). Così non è stato, anche se i legali di FBT, accolta “con grande disappunto” la sentenza, hanno già annunciato il ricorso in appello. Non basta certo ad acquietarli il premio di consolazione accordato dai giudici, 159 mila dollari che Universal dovrà versare avendo commesso degli errori nel calcolo delle royalty stesse.
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