NEWS   |   Industria / 10/03/2009

Assomusica: dimissioni del direttivo, nuove elezioni in aprile

Assomusica: dimissioni del direttivo, nuove elezioni in aprile
Si è dimesso il consiglio direttivo di Assomusica, l’associazione di categoria che dal 1996 riunisce (o meglio: tenta di riunire) produttori e organizzatori di spettacoli dal vivo in Italia. Il rinnovo delle cariche sociali avverrà in occasione della prossima convocazione dell’Assemblea elettiva, fissata per i giorni 20, 21 e 22 aprile 2009 (nel frattempo i consiglieri in carica, presieduti da Ilaria Gradella, assicureranno l'ordinaria amministrazione dell'istituto); in quella circostanza si discuterà anche del futuro assetto dell’organizzazione, oltre che di approvazione del consuntivo e del bilancio di previsione.
“Le dimissioni del direttivo non sono ovviamente una decisione presa di punto in bianco”, ha spiegato a Rockol il vicepresidente uscente Francesco Cusolito (Cose di Musica). “Ultimamente, nel nostro settore, si stanno verificando dei cambiamenti che potremmo definire di ‘sistema’, trasformazioni che modificano i contenuti delle attività professionali disegnate dallo statuto vigente e che erano state alla base della costituzione stessa dell’associazione: il caso più clamoroso e evidente riguarda l’ingresso delle case discografiche nello scenario della musica dal vivo (F&P Group controllato al 60 % da Warner Music, International Music detenuta al 100 % da Sony Music, ndr). In questo nuovo contesto, complesso e tuttora in evoluzione, si tratta di ridiscutere e di ridefinire le regole dello stare insieme: se così, come mi auguro, si deciderà di fare. Proprio allo scopo di garantire la libera partecipazione di tutti gli associati alla discussione è sembrato corretto, a noi consiglieri, dimetterci prima di quell’importante appuntamento”.
Secondo Claudio Trotta (Barley Arts), voce dell’ “opposizione”, “dalla nascita Assomusica ha sofferto un male endemico: la scarsa partecipazione della base alla vita di un’associazione che non mai avuto peso politico, non ha mai esercitato una attività di lobby efficace. L’avvento delle multinazionali del live prima e della discografia poi ha creato ulteriori turbative: non solo nell’ambito dell’associazione, ovviamente, ma dell’intero sistema della musica dal vivo. Assomusica, alle origini, era costituita da individui e da imprese individuali. Ora le cose non stanno più così, e si tratta di capire se si tratti ancora di uno strumento idoneo di rappresentanza, oppure se sia meglio scioglierla e pensare a un progetto diverso. La mia opinione è che, così com’è oggi, quest’associazione non abbia più ragione d’essere: le regole non vengono rispettate, ci sono troppe deroghe ai principi fondamentali. Bisognerà ripartire da zero: spero che l’assemblea di aprile ci permetta almeno di chiarire che cosa intendiamo oggi col fare impresa e su quali basi intendiamo gestire in futuro i rapporti con gli artisti”.
Chiamato in causa, Ferdinando Salzano, ad di F&P Group, ribatte che “la partnership con Warner non ha cambiato il mio modo di operare, né equivale all’ingerenza di una casa discografica nel mercato. E’ una pura operazione finanziaria, come quella che a suo tempo aveva portato Clear Channel (ora Live Nation) a comprare Friends & Partners o Milano Concerti: prova ne sia che attualmente condivido l’80 % del mio roster artistico con una casa discografica concorrente, la Sony Music. Come ho già ribadito davanti all’assemblea di Assomusica io resto un imprenditore, e rimango me stesso: finché i conti dell’azienda tornano, nessuno si sognerà mai di interferire. Assomusica deve rappresentare tutti gli operatori della categoria: facciamo lo stesso mestiere, indipendentemente dal numero di artisti con cui lavoriamo e dalla nostra quota di mercato”.