Separatisti quebecchesi contro Celine Dion

Il "Corriere della Sera" riporta le accuse rivolte dai separatisti quebecchesi a Celine Dion, che sarebbe una "Voltafaccia traditrice, venduta agli americani". Dice Suzanne Tremblay, membro del "Bloc Quebecois". «Nell'anima non è né canadese né quebecchese - ha tuonato durante una riunione parlamentare della "Commmissione sull'eredità canadese" - le sue canzoni non riflettono una virgola dell'esperienza del Quebec. La Dion è ormai una cantante universale e canta in inglese invece che in francese. Noi canadesi dobbiamo stare molto attenti a non cadere nella trappola culturale degli Usa", aggiunge l'agguerrita Tremblay, che incolpa Celine d'aver fatto fortuna con una canzone ("My heart will go on", tratta dalla colonna sonora del film "Titanic") "che non ha nulla a che fare con l'orgoglio e la realtà canadese", squalificandosi automaticamente "come messaggera della nostra cultura nazionale"».
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