Grazie all’uscita di “Canzoni per me” Vasco Rossi è inevitabilmente l’uomo-copertina di questi giorni. Difficile non essere aggiornati sui suoi movimenti o le sue dichiarazioni. In attesa del collegamento diretto con la rockstar di Zocca, che Rockol renderà possibile lunedì 27 aprile, ecco una antologia di quanto ha detto Vasco ai fans e ai giornalisti in occasione dello “speciale” in onda su RadioDue e in “Hot”, in onda su MTV. Una nota a margine: meno male che Vasco è Vasco, e riesce comunque a dire cose intriganti, perché giornalisti e conduttori radiofonici si sono cimentati in una gara di banalità e non necessaria piaggeria.
“Otto canzoni sono il minimo, di meno non si può. Ne avevo solo otto comunque”
“Una definizione per il disco potrebbe essere: un’antologia di inediti a colori. Poi i significati dovete capirli voi. Io di solito ci riesco un anno dopo”.
“Sono 'Canzoni per me', cioè un album mio, a rappresentare il mio lato cantautorale, composto senza il gruppo. 'Nessun pericolo...per te', invece, senza gruppo non si può proprio eseguire. Comunque col gruppo creativo, ovvero i vari Riva, Ferro, Solieri, sono già al lavoro sul prossimo disco, che uscirà il prossimo anno”.
“Gli squatters non possono essere che espressione di vivacità e rinascita anche di un certo spirito critico, che comunque è sempre utile e da un po’ non c’era più. Qualche anno fa erano troppo accondiscendenti”.
“Sopra i 40 anni scopri che essere padre è fondamentale per non impazzire. Si cresce, per amore o per forza. A quarant’anni puoi essere un cretino ma non un bambino. Poi le deviazioni ci sono sempre. Ma si tengono sotto controllo”.
“Perché un unico concerto? Perché questo non è un album adatto a fare i concerti. Quindi ne farò uno solo ma importante, darò il massimo con artisti che suonano anche loro una volta sola in Italia, come Anouk e i Verve”.
“Non mi piacciono i duetti che oggi vanno tanto di moda. Per questo non ho accettato e non credo che accetterò mai l’invito di Pavarotti. Non vedo proprio il senso di cantare con Luciano, con lui non c’entro niente”.
“La canzone che vorrei aver scritto? 'Je so' pazzo', di Pino Daniele. Un po’ il mio manifesto, no? Poi mi piacciono Grignani e Samuele Bersani, la cui 'Giudizi universali' è un capolavoro.”
“E’ bello pensare che puoi fare quello che ti pare, ma ci sono dei limiti. E se per certe cose non ci sono limiti te li devi dare tu. Se non te li dài, ti tocca contare sulla pazienza degli altri”.
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22/04/1998