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NEWS   |   Pop/Rock / 27/02/2009

I Depeche Mode a Milano: 'Ecco il nostro disco vintage'

I Depeche Mode a Milano: 'Ecco il nostro disco vintage'
I Depeche Mode e l’Italia hanno un rapporto speciale: la band inglese è oggi a Milano, e fuori dall’hotel che ospita la conferenza stampa di presentazione del loro nuovo album c’è un discreto manipolo di fan, con diversi “imbucati” anche nell’incontro con i giornalisti. I tre, Fletcher, Gore e Gahan, non fanno in tempo ad entrare nella sala riunioni che Fletcher esordisce: “Siamo contenti di essere qui a Milano, dobe abbiamo registrato alcune delle nostre canzoni migliori”.
“Sounds of the universe” uscirà tra quasi due mesi, per ora c’è in circolazione solo il singolo “Wrong”, ma l’attenzione dei media è già elevatissima. I tre – rigorosamente in nero - sono in splendida forma: Fletcher è il più informale, quasi sportivo; Martin si siede al centro, ed è quello che prende la parola più spesso, da vero leader, anche se quasi sembra nascondersi sotto un cappello di lana calato in testa; Dave, elegantissimo, è quasi distaccato, signorile, gentile, dimostrando ancora una volta che i tempi bui sono definitivamente alle spalle.
“Sounds of the universe” è un disco semplice, almeno nella realizzazione, spiegano: “Mentre Dave faceva il secondo album, Martin scriveva canzoni”, spiega Fletch. “Ci siamo trovati l’anno scorso, e abbiamo iniziato registrare, ed è nato il disco; ora stiamo per iniziare le prove del tour, che durerà quasi un anno”.
“È un album quasi vintage”, aggiunge Martin, “Con strumenti ‘antichi' come sintetizzatore di prima generazione, drum machine, chitarre, pedali che acquistavo su ebay e arrivano in studio ogni giorno in grandi pacchi… Qualsiasi cosa facciamo, per quanto ci proviamo, suoniamo sempre come noi stessi. La voce di Dave è inconfondible, per esempio. Ma ci piace pensare suoniamo contemporanei, che andiamo avanti”.
Martin non è più da qualche tempo l’unico autore della band: da qualche tempo anche Dave scrive canzoni non solo più per i suoi album solisti ma anche per la band: “È naturale, non c’è separazione”, spiega Dave. “Quando sei in una band devi sperimentare, mettere in gioco le tue idee, senza preservarle. Martin ha fatto un lavoro incredibile, aiutandomi anche a vestire le canzoni. Non posso paragonarmi a lui anche solo per la quantità delle canzoni che scrive. Diciamo che adesso mi sento come un giocatore che non è più in tribuna, ma in panchina e può giocare 10 minuti a partita”. “Adesso che Dave scrive”, interviene Fletch, “La band si sente molto più unita e lui più parte dei Depeche Mode”.
Il disco esce per la EMI, etichetta che – nota qualcuno tra i giornalisti – ha visto scappare dal proprio catalogo molti artisti di primo piano negli ultimi anni. A spiegare la decisione di rimanere da quelle parti è Fletcher: “Ci siamo guardati in giro, come è ovvi, e abbiamo anche pensato di gestirci da soli. Ma crediamo che la EMI abbia fatto un lavoro ottimo con i Coldplay, e alcuni collaboratori di cui ci fidiamo sono qui. Per cui abbiamo firmato un contratto, anche se solo per un disco. Bisogna essere cauti perché tra un disco e l’altro cambiano molte cose, nell’industria, di questi tempi”.
La band suonerà il 16 giugno a Roma e il 18 di giugno a San Siro, a Milano. Sono spaventati dall’idea di esibirsi in uno spazio così grande, chiede qualcuno? “Pensare che non siamo rock e quindi non andiamo bene per gli stadi”, risponde Dave “E’ vedere le cose vecchie. Madonna non è certo rock, ma è ‘entertaining’… Non è mai stato un problema per noi, l’abbiamo fatto tante volte: quando suonammo al RoseBowl di Pasadena dubitavano allo stesso modo, ma poi ne uscì ‘101’. Semmai è una sfida, è diverso. La produzione sarà molto interessante e sarà allestita con Anton Corbijn che curerà la parte visuale”.
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