Sanremofestival.59, la SIAE, e la terra dei cachi

Sanremofestival.59, la SIAE, e la terra dei cachi
Qualcuno mi ha chiesto come mai Rockol non ha dato notizie della conferenza stampa che si è tenuta a Sanremo giovedì 19 febbraio, durante la quale si sono presentati in sala stampa alcuni dei 10 finalisti di Sanremofestival.59 e alcuni dei loro discografici/manager/produttori. La risposta è semplice: sono, anche se a volte non sembra, una brava persona, e mi dispiaceva esprimere a caldo le mie opinioni, che sarebbero state sicuramente sgradevoli. Ne parlo adesso, prima di intrattenervi su altri aspetti di questa sceneggiata all’italiana.
Dunque: la conferenza stampa nella sala stampa dell’Ariston era stata da me caldeggiata e propiziata, anche attivamente, perché ritenevo giusto e doveroso che l’organizzazione del Festival e la RAI dessero spazio e parola anche a coloro che avevano reso possibile – prima con le loro canzoni e i loro video, poi con i loro soldi (quelli spesi per votarsi) – la realizzazione del concorso.
Quella conferenza stampa è stata, purtroppo, un desolante happening: con alcuni dei ragazzi che hanno cercato di presentarsi, praticamente di raccontarsi, senza essere capaci di farlo sinteticamente ed efficacemente, e poi con un discografico che ha eccessivamente personalizzato il problema, svilendolo poi a una pura questione di rimborsi. La loro (pessima) parte l’hanno fatta anche i giornalisti (quelli che sempre più esito a definire colleghi) della sala stampa, la maggior parte dei quali ignorava totalmente i termini della questione, o addirittura ignorava del tutto l’esistenza di Sanremofestival.59; inconcepibile, poi, l’intervento di una persona, credo dell’ANSA, che ha sostenuto che “la RAI aveva ampiamente promosso Sanremofestival.59 con comunicati stampa”.
I comunicati stampa su Sanremofestival.59 sono stati complessivamente cinque: uno il 9 febbraio, uno il 26 gennaio, uno il 19 gennaio, uno il 14 gennaio, uno il 10 gennaio. Mi piacerebbe farveli leggere, per farvi capire l’entusiasmo con cui la promozione è stata affettuata; ma soprattutto mi piacerebbe che l’ufficio stampa che li ha spediti mi facesse avere una rassegna stampa completa di quanto i giornali hanno pubblicato. Già, perché non basta, per promuovere un concorso e dare visibilità ai partecipanti, mandare dei comunicati stampa: bisognerebbe richiamare le redazioni, sollecitare l’attenzione dei giornalisti, inviare le biografie dei concorrenti, mettere a disposizione le loro fotografie, e in generale lavorare attivamente. Tutte cose che – senza offesa – sullo specifico tema di Sanremofestival.59 non sono state fatte.
Questo, alla fine, era il punto sul quale sarebbe dovuta essere centrata quella conferenza stampa: la RAI aveva promesso visibilità ai concorrenti, non gliel’aveva data, quindi sarebbe stato il caso che gliene desse almeno durante e dopo il Festival. Per il “durante”, l’aveta visto anche voi: quei poveretti che sono stati usati come figuranti sul palco si sono pagati viaggio e soggiorno per andare a fare la claque non retribuita (e anzi, sono stati cazziati quando non dimostravano “un po’ d’entusiasmo”). La vincitrice, comprensibilmente consapevole del rischio che qualcuno chiedesse informazioni sull’investimento economico che era stato affrontato per votarla, ha fatto una comparsata nella sala stampa dei giornali in maniera pressoché clandestina (la sua presenza era stata annunciata per le undici del mattino del venerdì, lei invece s’è presentata a metà pomeriggio) e, a domanda (di Rockol) ha risposto testualmente:
“Non parlo di soldi perché non sta a me parlarne. Io ho vinto un premio e quando me lo hanno consegnato è stato perché hanno premiato la mia musica: io mi sono molto emozionata. Io penso a cantare e non mi interessa delle polemiche che sono nate”.
Ora: devo ribadire che personalmente non ho nulla contro la vincitrice, il suo produttore Luca Rustici, i suoi promoter. Anzi. Ricordo di aver pranzato con lei qualche mese fa, di averla trovata simpatica e di averle anche regalato qualche suggerimento (lei è stata anche sfortunata: la sua esibizione durante il Festival è avvenuta, sabato sera, proprio nel momento in cui in sala stampa venivano comunicati, in anticipo sull’annuncio in diretta TV, i nomi dei tre finalisti; l’attenzione di tutti i presenti è stata assorbita dall’annuncio, e la sua canzone non l’ha ascoltata praticamente nessuno). E prima che qualcuno pensi di cogliermi in castagna, vi informo anche che con il gruppo che ho seguito per parecchi anni, e che pure era iscritto a Sanremofestival.59, ho interrotto i rapporti nel momento in cui ha deciso di proseguire la competizione anche dopo che era apparso evidentissimo che per andare avanti bisognava organizzarsi per votarsi e farsi votare.
Detto questo, il mio parere su Sanremofestival.59, che in questa sede ho già più volte espresso, è che sia servito a Bonolis per potersi fregiare della medaglia di aver dato per primo attenzione al Web nell’ambito del Festival di Sanremo (vero); che sia servito alla RAI per incassare un bel po’ di quattrini (e tenete presente che, dietro le insistenze di un’associazione di discografici, di quei 200.000 euro calcolati a spanne ne sono stati usati ben cinquemila – ah ah! – come rimborso spese alla concorrente che ha vinto e che ha cantato sabato sera); e che sia servito a poco o nulla ai concorrenti.
Venerdì mattina ho chiesto all’ufficio stampa della RAI l’esito complessivo del concorso: quanti i voti espressi in totale, quanti nelle diverse fasi del concorso, quanti a ogni singolo concorrente. Domande legittime, “normali” in un Paese normale. Risposte? Nessuna. Allora ho reiterato la domanda il giorno seguente. Risposta: “Ti facciamo chiamare da una persona che ti darà le cifre”. Naturalmente non sono stato chiamato. Allora, la sera di sabato, ho rifatto la stessa richiesta all’ufficio stampa della RAI. Che mi ha indirizzato all’ufficio stampa del Festival. Che dapprima mi ha rimandato all’ufficio stampa della RAI, e che, quando ho messo a confronto, di persona, i responsabili dei due uffici, in questo divertente gioco di scaricabarile, ha informato il funzionario RAI Giampiero Raveggi, via SMS, del fatto che l’indomani mattina, durante la conferenza stampa conclusiva, avrei di nuovo rivolto la stessa domanda.
L’indomani mattina, caspita!, Giampiero Raveggi non era al tavolo della conferenza stampa. “Ammalato”, mi hanno detto. Allora ho rivolto la domanda al signor Sebastian Marcolin di RaiTrade, che mi ha risposto che non mi avrebbero dato risposta, e che comunque la classifica finale sarebbe stata pubblicata sul sito del concorso. Siccome sono tignoso, alla fine della conferenza stampa ho tampinato il signor Marcolin. E gli ho promesso che, se non mi avesse fornito i dati, l’avrei chiamato ogni giorno fino a quando non avessi ricevuto risposta. Gliel’ho detto, lo confesso, a muso duro, dato che quel po’ di pazienza che mi era rimasta l’avevo ormai del tutto perduta.
Dieci minuti dopo una persona gentile dell’ufficio stampa della RAI mi è venuta a comunicare questo dato: nell’ultima sessione di votazioni, quella dalle 14.30 del 9 febbraio alle 23 del 19 febbraio, sono stati ricevuti 367.384 voti, dei quali 85.837, cioè il 23.36%, sono andati alla vincitrice. Nessuno me l’ha detto, e sono pronto a rimangiarmi quello che sto per scrivere, se mi forniranno un dato diverso: ma a me risulta che il secondo concorrente classificato (gli Studio 3) abbia ricevuto circa il 20% dei voti.
Mentre scrivo, e sono le 16 di lunedì 23 febbraio, il sito di Sanremofestival.59 (http://www.sanremo.rai.it/SR_canzoni) pubblica queste informazioni: il nome della concorrente vincitrice e i nomi degli altri nove concorrenti in ordine alfabetico. Nessuna classifica, nessuna cifra, nessun numero. L’unica novità del sito è che adesso, per visualizzare i video delle canzoni, bisogna necessariamente scaricare il plug-in per un programma Microsoft, Silverlight. E anche di questo fatto desidero chiedere conto a RaiTrade.
Ecco, questa è la situazione, ad oggi. In questa situazione, in questo concorso gestito in questo modo, mi ha lasciato stupefatto che si sia voluta infilare la SIAE: che, sabato sera, nella persona del suo presidente Giorgio Assumma, ha premiato la vincitrice di Sanremofestival.59 con la seguente motivazione:
“Il premio è dato non soltanto per l’originalità del contenuto espresso nella composizione, ma anche perché la sua esecuzione costituisce l’esempio di uno dei modi in cui si può abbinare la diffusione via Internet alla circolazione delle creazioni musicali” (l’avvocato Assumma, in televisione, ha parlato di “creazioni intellettuali” e non di “creazioni musicali”, ma cambia poco, ai fini del discorso che sto per farvi).
Come forse qualcuno ricorderà, venerdì 13 febbraio Rockol ha pubblicato una notizia intitolata “Sanremofestival.59: la risposta della SIAE”, nella quale riferivo di aver ottenuto, finalmente, la risposta dalla SIAE a un questito che avevo rivolto una settimana prima, attraverso una precedente notizia. Quella risposta era arrivata, e ripeto “finalmente”, dopo due altre risposte del tutto insoddisfacenti, ricevute via email, che qui sotto vi riporto:
11 febbraio: "La SIAE effettuerà la ripartizione sulla base dei report RAI, che devono tener conto del numero di transazioni effettuate per ciascun titolo."
La mia risposta alla SIAE, lo stesso 11 febbraio:
“Grazie, ma vorrei capire cosa si intende per ‘transazioni’. Le canzoni (e i video) sul sito non sono acquistabili, ma solo ascoltabili e visibili in streaming. Potete essere più precisi, per favore?”
Risposta della SIAE:
“Il termine transazioni nel nostro linguaggio è onnicomprensivo e si riferisce allo streaming e al downloading, a seconda dei casi. In questo caso si riferisce evidentemente allo streaming, e cioè agli accessi degli utenti ai file audio e video che la RAI indicherà nei suoi report”.
Alla mia richiesta di ulteriori precisazioni, il 12 febbraio alle 12.47 mi è stato risposto che stavano cercando la persona con cui farmi parlare.
Non avendo risposte, il giorno dopo, venerdì 13 febbraio ho scritto alla SIAE spiegando che, se non avessi ottenuto la possibilità di chiedere ulteriori precisazioni, avrei scritto su Rockol che la SIAE non rispondeva.
Sono stato chiamato al telefono qualche minuto dopo, e sono stato messo in contatto con una gentile funzionaria della SIAE, alla quale io (e sottolineo “io”) ho spiegato le modalità del concorso Sanremofestival.59, informandola anche del fatto che sul sito della RAI erano presenti dei banner pubblicitari.
Insomma: alle 15 di venerdì 13 febbraio la SIAE, di Sanremofestival.59, non sapeva nulla, o quasi.
Ora, che senso ha che la SIAE decida, giovedì 19 gennaio, di consegnare un premio speciale (“Premio SIAE Sanremo Web”) alla vincitrice di Sanremofestioval.59?
Che senso ha che la SIAE “legittimi” un concorso così poco limpido da non voler fornire informazioni precise e puntuali sull’andamento e sul bilancio economico?
Che senso ha che la SIAE, per bocca del suo autorevole Presidente, sostenga che quello di Sanremofestival.59 è “l’esempio di uno dei modi in cui si può abbinare la diffusione via Internet alla circolazione delle creazioni intellettuali”? (Bell’esempio, Presidente: spendere soldi per pagarsi i voti necessari per poter continuare a diffondere le proprie creazioni? E’ questo che la SIAE ritiene logico, giusto, raccomandabile?)
Ma allora la SIAE non avrebbe potuto ascoltare, o far acoltare, non dico le 90 canzoni iscritte al concorso (del resto, come avrebbe potuto? del concorso non ne sapeva nulla…), ma almeno le 10 canzoni finaliste,e far scegliere da qualcuno di competente quella da premiare? Che so, quella col testo più attuale (ce n’era una particolarmente adatta)? E davvero qualcuno in SIAE (se sì, vorrei per favore conoscerne il nome e cognome) ha valutato che la canzone vincitrice esprima un contenuto particolarmente originale? A memoria, per averla ascoltata in diretta a Sanremo (la riascolterei volentieri per essere più preciso, ma per farlo dovrei scaricare un plug-in di Microsoft…), non la ricordo come una canzone particolarmente originale né nel testo né nella musica: ma, appunto, ne discuterei volentieri con l’esperto della SIAE.
Ma forse, invece, la SIAE stava solo cercando un modo per apparire in diretta al Festival di Sanremo: niente di male, anzi, ma sarebbe stato molto meglio scegliere un modo migliore, più credibile, anziché attaccarsi a un concorso dalla trasparenza opinabile (o nessuno in SIAE aveva letto le cose che ha scritto Rockol fino a quel giorno? e nessuno in SIAE aveva visto il servizio di “Striscia la notizia” del mercoledì sera sul televoto?).
Come sempre, per tradizione di Rockol e per onestà personale, sono pronto ad ospitare qualsiasi intervento sul tema: da RaiTrade (il signor Marcolin, in questo momento – alle 16, 50 di lunedì 23 febbraio – non risponde al suo interno, e la casella vocale è piena e non può ricevere messaggi: richiamerò domani, e l’indomani, e l’indomani…), dalla SIAE, dall’ufficio stampa del Festival, da chiunque dei citati in questa notizia voglia puntualizzare o controbattere. Per tutti gli altri, lo spazio dei commenti qui sotto è sempre aperto.

(Franco Zanetti)
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