Sanremo, Gorbaciov in sala stampa

Sanremo, Gorbaciov in sala stampa

Anche i "Seri per Caso", i giornalisti di musica confinati nella sala stampa, sono capaci di provare emozioni: e infatti, nell'attesa dell'incontro col premio Nobel per la pace, appaiono nervosetti e forzatamente spiritosi (c'è chi si prepara all'evento fischiettando l' "Internazionale"). Peccato non conoscano la buona educazione, e non si alzino nemmeno in piedi all'ingresso di Gorbaciov. Il quale, abituato a ben altri parterre, non se ne dà per inteso, e prende in mano subito la situazione. Sicché in una breve prolusione cerca di spiegare che gradirebbe domande di politica, e non di musica. E infatti di politica parla, anche se in toni generalisti e senza trascurare cortesi riferimenti al contorno spettacolare della manifestazione.
In questo resoconto, riferiremo però soltanto delle risposte più attinenti alla "missione" di Rockol, lasciando ai quotidiani generalisti il compito di riferire le dichiarazioni più prettamente politiche.
"Mi è sempre piaciuta la musica, probabilmente per merito di mia madre, che cantava spesso canzoni tradizionali. Io canto solo quando mi capita di alzare un po' il gomito, come ho già detto ieri sera. La musica a cui sono particolarmente legato è quella tradizionale sovietica, la musica lirica, quella moldava… non mi è mai piaciuto il rumore, il caos: per questo certa musica di oggi non mi va molto a genio. Anche per questo la serata di ieri mi è parsa gradevole: perché si riusciva a gustare la melodia, e non c'era troppa agitazione fisica".
"Rimpianti personali? Più che altro, ho la speranza che quello che ho fatto non venga vanificato dall'andamento della storia".
"Alle persone comuni, posso solo dire che è importante cercare di rimanere uniti, di stare insieme, per guardare alle possibilità di progresso futuro".
"Il mio sogno per il nuovo millennio è che si cerchi di costruire qualcosa che sia di tutti, e non solo di una parte".
"Non ho incontrato il fratello di Bill Clinton, qui a Sanremo: né lui né io ne abbiamo sentito il bisogno".
"A pranzo, con Fabio Fazio, abbiamo parlato di molte cose. Mi è sembrato un giovane molto interessante, non solo dal punto di vista delle sue opinioni sullo spettacolo, ma anche per la sua concezione del mondo, che mi ha piacevolmente stupito".
In più di un'ora e mezza di incontro, Gorbaciov ha dato l'impressione di essere un abilissimo comunicatore, un disinvolto parlatore e un personaggio di prima grandezza: per noi Aristonauti, un appuntamento che non dimenticheremo.

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