Giornalista di Rolling Stone: 'Case discografiche? Ne resteranno due o tre'

Intervistato da Rob Harvilla del newyorkese Village Voice, Steve Knopper, giornalista del Rolling Stone e autore di un nuovo libro sul music business intitolato “Appetite for self-destruction – The spectacular crash of the record industry in the digital age”, non sembra essere molto ottimista sul futuro delle case discografiche tradizionali.

“Credo che le più piccole continueranno a traballare, sempre che non vengano assorbite tout court da aziende più grosse”, ha pronosticato. “Andrà probabilmente a finire che resisteranno un paio di macchine da hit e niente di più: Universal, forse Sony BMG. E magari anche la EMI, che possiede un catalogo come quello dei Beatles con cui anche io e te saremmo in grado di fare soldi”. Secondo Koppner, sono piuttosto aziende come Live Nation e Ticketmaster a poter tracciare la strada per il futuro, imponendo un nuovo modello di business. “Non voglio dire che spariranno i talent scout, ci sarà sempre bisogno di qualcuno capace di scovare una nuova Toni Braxton mentre canta dal benzinaio. Ma le case discografiche diventeranno sempre più piccole, faranno sempre meno soldi e saranno sempre meno influenti”. .

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