Toni Braxton in fuga dalla Arista e da Babyface

Toni Braxton in fuga dalla Arista e da Babyface
Toni Braxton è ai ferri corti con il suo produttore Babyface, titolare dell’etichetta LaFace, nonché con la Arista, la casa discografica che si occupa di distribuire i suoi dischi.
Dopo avere cercato invano di rinegoziare i termini dell’accordo con le due società discografiche, la giovane diva del pop/rhythm and blues americano (ha venduto 9 milioni e mezzo di copie negli Stati Uniti con i suoi primi due album) si è rivolta alla giustizia californiana per ottenere la liberazione dai suoi obblighi contrattuali, invocando l’applicazione di una legge nazionale vecchia di 60 anni che limita a un massimo di 7 anni la durata degli accordi che implicano l’erogazione di servizi personali.
Secondo la tesi della Braxton, il contratto con l’etichetta LaFace scadrà definitivamente il 1° novembre del ‘98, cioè esattamente sette anni dopo la sua effettiva entrata in servizio come artista legata alla casa discografica di Babyface.
La norma dei “sette anni” era già stata invocata in passato da artisti come Don Henley e i Metallica, che vi erano ricorsi per forzare le rispettive case discografiche a rivedere le condizioni dei contratti in scadenza: in entrambe le occasioni, artisti ed etichette avevano trovato alla fine un accordo extragiudiziale.
La Braxton intanto si sente in guerra e non risparmia i colpi: intervenendo a Las Vegas alla cerimonia di premiazione (teletrasmessa in tutta America) dei “Billboard Music Awards”, dove ha ricevuto due statuette, ha evitato accuratamente di ringraziare per la collaborazione sia Babyface sia la Arista.
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