UK, il successo di Rough Trade: 'La gente vuole ancora i negozi di dischi'

“Il rapporto diretto con il negoziante sta riacquistando importanza, come risposta agli acquisti solitari che si effettuano con un click del dito sul computer”. Sembrano parole fuori tempo massimo, con tutto quello che succede intorno: ma non per Stephen Godfroy, direttore della Rough Trade che gestisce due negozi di dischi a Londra, più un servizio di mail older e un club di vendite per corrispondenza. Tra settembre e novembre l’impresa londinese ha conosciuto un incremento delle vendite del 7 % , rispetto allo stesso periodo del 2007, incassando buoni risultati soprattutto grazie al nuovo punto vendita aperto nell’estate del 2007 a Brick Lane, cuore commerciale e in sviluppo della zona Est di Londra (vedi News). “Lì”, sostiene Godfroy, “abbiamo dato alla musica la sua vera agorà, un luogo di incontro dove gente di tutte le età può farsi un giro e condividere la sua passione per la musica, di qualsiasi genere si tratti”.
    “Il rapporto diretto con il negoziante sta riacquistando importanza, come risposta agli acquisti solitari che si effettuano con un click del dito sul computer”. Sembrano parole fuori tempo massimo, con tutto quello che succede intorno: ma non per Stephen Godfroy, direttore della Rough Trade che gestisce due negozi di dischi a Londra, più un servizio di mail older e un club di vendite per corrispondenza. Tra settembre e novembre l’impresa londinese ha conosciuto un incremento delle vendite del 7 % , rispetto allo stesso periodo del 2007, incassando buoni risultati soprattutto grazie al nuovo punto vendita aperto nell’estate del 2007 a Brick Lane, cuore commerciale e in sviluppo della zona Est di Londra (vedi News). “Lì”, sostiene Godfroy, “abbiamo dato alla musica la sua vera agorà, un luogo di incontro dove gente di tutte le età può farsi un giro e condividere la sua passione per la musica, di qualsiasi genere si tratti”.

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