Rapporto IULM: la musica in Italia vale più di 4 miliardi di euro

Rapporto IULM: la musica in Italia vale più di 4 miliardi di euro
La musica in Italia? Non un comparto produttivo in agonia ma anzi “un mercato molto vivo e in evoluzione” secondo Luca Barbarito, docente dello IULM che ha coordinato il “Rapporto 2008 sull’Economia della Musica” realizzato dalla fondazione dell’Università milanese (in sostituzione della Bocconi…) in collaborazione con Dismamusica (Associazione distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), Fem (Federazioni editori musicali) e SCF Consorzio Fonografici. A corroborare la sua visione ottimistica e controcorrente, la considerazione che se il mercato discografico tradizionale è in palese sofferenza continua invece a crescere in dimensione e articolazione la “filiera” della musica: spettacoli dal vivo, strumenti musicali, radio e discoteche, pubblici esercizi che versano diritti di pubblica diffusione agli aventi diritto, autori, editori, case discografiche e artisti interpreti
Al calo secco della spesa del pubblico per l’acquisto di supporti fisici (406 milioni di euro, - 19 %) e all’evoluzione lenta dei consumi di musica digitale (29 milioni di euro, appena l’1 % in più del 2006) corrisponde, secondo il rapporto IULM, un aumento dell’indotto complessivo, per un totale di circa 4,1 miliardi di euro: attribuibile in parte a quello che i ricercatori chiamano il “piccolo settore della musica” e in parte al macrosistema che identificano come “grande settore della musica”. Nella prima categoria rientrano gli incassi degli organizzatori di concerti (768 milioni di euro nel 2007, + 12,2 % sull’anno precedente) e la cosiddetta “musica sparsa”, quella trasmessa in pubblico da radio, tv e discoteche (giro d’affari complessivo di 1.344 milioni di euro, + 4,2 %) e quella diffusa come sottofondo da negozi, supermercati, centri commerciali, bar e alberghi (42 milioni di euro versati ai detentori dei diritti per tramite di SIAE e SCF, + 17,6 %).
Allargando lo sguardo al macrosettore, la ricerca rileva una costanza di risultati nelle vendite di spartiti musicali (13,3 milioni di euro) e in quelle generate dal comparto audio dell’elettronica di consumo (1.099 milioni di euro, + 0,6 %), mentre risulta in aumento del 5,5 % la spesa per strumenti musicali, pari a 372 milioni di euro. “Ogni anno, in Italia, circa un milione di persone acquista uno strumento musicale nuovo, sia per impieghi professionali sia, e molto più frequentemente, per un uso amatoriale”, spiega Antonio Monzino Jr. di Dismamusica, aggiungendo però che la spesa italiana nel settore resta meno della metà rispetto a Francia, Germania e Inghilterra, paesi in cui la musica è stata inserita tra le materie curricolari di formazione dei giovani.
Tutti d’accordo sulle conclusioni: Barbarito, Paolo Corsi (presidente della FEM) e Luigi Chiodaroli (presidente di SCF) sottolineano le profonde mutazioni del mercato, il crollo del modello di business tradizionale fondato sulle vendite discografiche e la necessaria trasformazione del sistema musica e dell’organizzazione della sua filiera. Con una avvertenza: “Affinché la musica non venga relegata al solo ruolo di contenuto per supermercati, palestre o telefonini”, dice Corsi, “occorrerà che queste nuove aree di sfruttamento si allineino al mercato sotto il profilo del gettito di diritti per chi crea e chi sviluppa”. Sotto questo punto di vista, ne sono tutti coscienti, il futuro è ancora un grosso punto interrogativo.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.