Musica digitale: iTunes senza DRM? Non c'è fretta...

Musica digitale: iTunes senza DRM? Non c'è fretta...
Mentre intorno ad iTunes tutti (a partire da Amazon MP3) sbandierano la vendita di file musicali senza DRM, il negozio digitale della Apple resta parzialmente ancorato al vecchio modello della musica protetta con lucchetti elettronici che ne limitano l’uso e la circolazione. Fanno eccezione il catalogo EMI e quello di alcune etichette indipendenti, mentre il resto delle major non ha ancora dato il via libera all’eliminazione dei sistemi di Digital Rights Management. Come mai, dal momento che le stesse case discografiche si comportano diversamente con altri interlocutori e che un cambio di strategia è stato preannunciato da tempo dalla casa di Cupertino? Il sito americano Hypebot ha provato a dare una risposta articolata al quesito, ipotizzando innanzitutto che Steve Jobs, al di là delle sue dichiarazioni pubbliche contro il DRM (vedi News), abbia poco interesse a forzare la mano alle major e a uscire dal circuito chiuso iTunes/iPod che finora gli ha portato tanto successo e denaro. Le indiscrezioni raccolte sul mercato, poi, danno conto di una situazione complicata dalle diverse esigenze/richieste avanzate dalle singole case discografiche che ancora non hanno concesso le licenze per la vendita senza il DRM. Warner Music insiste sul prezzo variabile dei download e sulla possibilità di vendere le hit a una tariffa maggiore dei soliti 99 centesimi (di dollaro o di euro). Sony BMG vorrebbe instaurare con la Apple un rapporto analogo a quello che ha in corso con Amazon, Rhapsody e altri: utilizzando il rivenditore (in questo caso iTunes) come semplice intermediario, così da mantenere il controllo della situazione nel caso non improbabile che sul mercato digitale si scateni prima o poi una guerra dei prezzi. Universal, infine, vorrebbe conservare una qualche forma di watermarking, di impronta digitale, sui brani venduti. Nessuno, conclude Hypebot, sembra avere troppa fretta di concludere un accordo e modificare lo status quo. Anche perché, nonostante i vincoli attuali, iTunes continua a dominare a mani basse il mercato della musica digitale.
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