Il discografico di Butera: 'Spero che tanti giovani seguano il nostro esempio'

Il discografico di Butera: 'Spero che tanti giovani seguano il nostro esempio'
Cinquantamila no, ma più di ventimila sì. Michele Schembri della Blu & Blu Music, discografico del cantante catanese Luca Butera, corregge il tiro sulle cifre circolate a proposito dei download di “Wow! (una star così vera)”, da dodici settimane nelle classifiche FIMI/Nielsen dei brani più scaricati a pagamento dalla rete (vedi News). “Non so quale sia stata la fonte della giornalista de La Stampa, e in attesa dei primi rendiconti posso solo parlare di stime, di sensazioni, di dati ufficiosi: più di 20 mila singoli venduti on-line, appunto, senza considerare il cd singolo distribuito nei negozi da Halidon. Butera, ci tengo a sottolinearlo, non arriva dal nulla: grazie anche all’ottimo lavoro svolto dal mio editore in Francia da qualche mese il suo pezzo è trasmesso da NRJ, una delle maggiori emittenti transalpine. E il ragazzo ha dei numeri, talento e una bella immagine, anche se deve ancora raffinarsi e fare esperienza”. Basta questo a spiegare un successo di queste proporzioni? “Il motivo principale si chiama Internet, un mondo di cui noi discografici non abbiamo più controllo. Capita anche a me di andare su MySpace o Facebook e vedere artisti di cui non ho mai sentito parlare raccogliere centinaia di migliaia di contatti. Oggi non c’è bisogno di investire milioni di euro per lanciare un artista giovane, come fanno certe major. Il nostro investimento è stato minimo”. E non ha incluso l’acquisto diretto del brano in funzione promozionale, come sostiene qualcuno? “Assolutamente no, lo nego nel modo più assoluto. Che poi siano i fan o gli amici dell’artista a organizzarsi per far accadere qualcosa può anche succedere: nel caso dei Ghost, altri artisti con cui ho lavoraro di recente e che hanno venduto 12 mila copie del loro album, la fanbase si è mobilitata e ha giocato un ruolo importante sul mercato. Io stesso, se fossi un artista e avessi milioni di euro da investire, oggi li impiegherei su Internet e non sulle radio. Meno male che c’è la rete, è arrivata l’ora di dire basta al ricatto dei network e delle televisioni… Il mio augurio è che, come Butera, tanti altri ragazzi di talento possano farsi strada fuori dai soliti meccanismi”.
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