UK: Woolworths crolla, l'industria discografica trema

UK: Woolworths crolla, l'industria discografica trema
Il rischio di bancarotta dei grandi magazzini inglesi Woolworths getta un’ombra minacciosa sul Natale e sul futuro prossimo dell’industria discografica britannica. Gli 815 punti vendita della storica “Woolies”, sommersa dai debiti, sono stati posti in amministrazione controllata in attesa della cessione dell’intero comparto distribuzione e vendita al dettaglio: con il risultato di rallentare vistosamente la consegna dei prodotti anche ai negozi delle altre catene rifornite dalla società, Asda, Sainsbury e Zavvi (ex Virgin Megastores), e di mettere sul chi va là le case discografiche esposte finanziariamente con la società.
Deloitte, incaricata dell’amministrazione pro tempore della catena commerciale, ne ha intanto affidato la gestione a Hilco, una società specializzata in ristrutturazioni aziendali: e proprio Hilco potrebbe acquistare gli svalutati “asset” di Woolworths al valore simbolico di 1 sterlina, accollandosi gran parte dei debiti accumulati dall’impresa, 300 milioni di sterline sui 385 milioni totali. L’amministrazione controllata, va detto, non coinvolge la capogruppo né società come 2Entertain, joint venture con BBC Worldwide a cui fa capo l’etichetta di ristampe Demon.
Sulla stampa inglese, il crollo finanziario di “Woolies” ha già sollevato un’ondata di nostalgici amarcord. “E’ il posto dove molti di noi hanno fatto i loro primi acquisti musicali”, ha scritto Jenny Colgan, un’ex impiegata, sul Guardian. “Nei suoi momenti migliori, vendeva qualcosa come il 70 % di tutta la musica acquistata nel Regno Unito, un sacco di ‘Tarzan boy’ di Baltimora e di dischi degli Sweet. Ed è triste che proprio nella settimana in cui esce il 71 mo volume di ‘Now that’s what I call music’ sparisca uno degli innovatori del mercato delle compilation” Da recenti statistiche, il peso di Woolworths sulla vendita di album in Gran Bretagna è pari a circa il 10,7 %, una quota di mercato inferiore soltanto a quella di Hmv.
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