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NEWS   |   Pop/Rock / 21/11/2008

Calvin Harris sul palco per Nokia: 'La mobile music? Spero ci avvicini ai fan'

Calvin Harris sul palco per Nokia: 'La mobile music? Spero ci avvicini ai fan'
Si può essere in sintonia con la “mobile generation” anche se, come Calvin Harris, si confessa candidamente di “usare ancora il telefonino non tanto per sentire o fare ascoltare musica ma soprattutto per conversare con le persone”. Il fatto è che lo scozzese autore di “Acceptable in the 80s” e di “Girls”, rivelazione delle classifiche britanniche degli ultimi due anni, è un personaggio fresco e cool della scena pop internazionale, in linea con un progetto come il Nokia Trends Lab che mira a scovare nuovi talenti in ambito musicale e non solo. I vincitori del concorso, che esordiranno sul mercato discografico con una compilation pubblicata da Banana Records 2.0, net label di Universo, sono saliti ieri (20 novembre) sul palco dell’Alcatraz di Milano accanto a New Young Pony Club, Ladytron, Shitdisco, Bugo e altri, nel corso di una serata che Harris ha concluso con un dj set. Nei confronti delle nuove tecnologie, il ventiquattrenne di Dumfries ha l’approccio curioso, spontaneo e disincantato tipico della sua generazione. Si è fatto conoscere grazie a MySpace ma, spiega, “non ne sapevo un gran che prima di decidere di aprire una pagina sul sito. Vedevo che tutti i miei artisti preferiti ce l’avevano e li ho imitati, tutto qui. Ora non ne posso più fare a meno”.
Sulle implicazione della “mobile music” non ha certo la vista lunga di un Dave Stewart (che di Nokia è diventato stretto collaboratore artistico, vedi News) o di un Will.i.am, convinto che i produttori di telefonini e le telecom saranno le case discografiche del futuro. “Credo che abbia ragione e certo il mondo della musica non ha niente da perderci, vista l’ignoranza di gran parte dei discografici”, sogghigna Calvin. “Gli artisti ne guadagneranno in libertà creativa? Dipende dai contratti che riusciranno a spuntare. Io oggi sono molto contento di essere con la Sony, che può spendere molti soldi per promuovere i miei dischi e farmi pubblicità. Ma certo una società telefonica potrebbe fare anche di più: per esempio gestire al meglio il contatto con i fan, avvertendoli con gli sms di novità discografiche in arrivo e così via”.
Harris i suoi fan se li coccola: tanto da andarli a trovarli a casa per un concerto privato, se del caso (è successo nell’estate del 2007). “A dire il vero l’idea è stata della casa discografica. Io l’ho approvata e mi sono divertito. Difficile dire però se sia una cosa positiva o no. Negli anni Settanta e Ottanta gli artisti vivevano circondati da un certo alone di mistero, un personaggio come Stevie Wonder non era così facilmente avvicinabile dal suo pubblico. Dopo il Grande Fratello e i reality non è più così, tutti sanno tutto di tutti”. Quel periodo storico resta anche il punto di riferimento di Calvin e della sua musica: “Mi affascina perché segnò l’apice di un certo uso del sintetizzatore, il mio strumento preferito. I musicisti lo usavano come una navicella spaziale per esplorare nuovi territori, una cosa eccitante. Oggi purtroppo non c’è più lo stesso senso di avventura”. Su quelle coordinate, anticipa, si muoverà anche il prossimo disco atteso per metà dell’anno prossimo. “Difficile dire, per me, quanto assomigli a ‘I created disco’. Spero che sia un po’ diverso e un po’ migliore. Mi avevano perso il computer con tutti i file musicali all’aeroporto di Heathrow anche se poi, fortunatamente, ho recuperato tutto. Alla fine, però di quel materiale ho utilizzato molto poco. E ora sono talmente concentrato sul lavoro che non ho quasi più tempo per collaborazioni o serate come questa a Milano”.
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