‘Babele’ di Marco Notari: ‘Un concept album per essere più diretto’

 ‘Babele’ di Marco Notari: ‘Un concept album per essere più diretto’
“Babele” è il titolo del nuovo album di Marco Notari anticipato in estate dall’Ep promozionale “Io non mi riconosco nel mio stato”. L’ultimo lavoro in studio dell’artista torinese, che arriva a due anni di distanza dall’esordio con “Oltre lo specchio", è prodotto da Giulio Casale e contiene dodici brani tenuti insieme da un filo conduttore, una storia d’amore tra i protagonisti delle canzoni, Cristiano e Lucia: “L’idea di creare un concept è nata in modo molto spontaneo”, ha spiegato Marco a Rockol, “Avevo scritto quattro-cinque canzoni e mi sono accorto che in embrione c’era questa storia d’amore che racconto nascere tra un personaggio maschile, Cristiano, e uno femminile, Lucia. I brani della scaletta sono anche messi in ordine temporale, di quando sono stati scritti. Mi sono sempre piaciuti i concept, e mentre in macchina ascoltavo ‘Storia di un impiegato’ di De André, uno dei miei autori preferiti, ho pensato, in modo molto modesto, di provarci. Mi sono divertito a realizzare questo album, e Casale mi ha molto aiutato, sono molto soddisfatto del lavoro fatto insieme, degli arrangiamenti, delle melodie, della produzione”.
Il modo di cantare di Notari ricorda molto quello di Cristiano Godano dei Marlene Kuntz: “E’ inevitabile, i Marlene mi sono sempre piaciuti molto e ritengo che Cristiano sia un bravissimo autore e una bellissima persona. Siamo ‘vicini di casa’ – i Marlene sono originari di Cuneo – e mi sono sempre molto ritrovato nelle loro canzoni, cantiamo un po’ lo stesso mondo”.
Il disco è stato anticipato a luglio da un Ep: “Ho scelto di pubblicarlo per due motivi”, ha aggiunto, “Il primo è a livello artistico, ho cercato di estrapolare alcune canzoni dal disco che in realtà era già pronto. I brani che ho scritto fanno sì parte di un concept ma vivono di vita propria, come ‘Babele’ per esempio, che racchiude in sé tutto il disco. L’Ep ha avuto la funzione di dare un piccolo assaggio di quello che sarebbe stato il mio nuovo lavoro. Nel disco precedente ero molto ermetico, molto intimo, mentre in questo Giulio mi ha spronato ad essere molto più esplicito, più diretto, quasi per rivendicare la mia non appartenenza al cantautorato. Nel mondo d’oggi la gente non ha molto tempo per soffermarsi sull’ascolto di un intero album, quindi bisogna esprimere i concetti nel modo più immediato possibile. Il secondo motivo”, ha concluso, “è che senza un disco, o senza un Ep, non suoni da nessuna parte, e penso che per i giovani musicisti sia fondamentale fare concerti ed esprimere la propria musica dal vivo. Abbiamo da poco concluso un tour promozionale e spero di suonare il più possibile”.
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