Cinevox, tornano sul mercato le colonne sonore anni '70

Cinevox, tornano sul mercato le colonne sonore anni '70
In principio fu Quentin Tarantino, che per rendere omaggio al mago italiano dell’horror Lucio Fulci scelse di commentare una delle scene più drammatiche di “Kill Bill vol. 1” con il tema musicale di “Sette note in nero”, eseguito da Franco Bixio con Vince Tempera e Fabio Frizzi. In seguito ci hanno pensato eBay, MySpace, i forum e i blog di Internet a rinfrescare la memoria del pubblico e l’appetito dei fan per le colonne sonore italiane degli anni Settanta: tanto che lo stesso Bixio, attraverso la sua Cinevox Record, si è rimesso da qualche tempo a ristampare i vecchi titoli del suo ricco catalogo in edizioni cd digipak arricchite da bonus track (la distribuzione italiana è a cura della Deltadischi). I nomi sono altisonanti: Goblin, ovviamente, che con “Profondo rosso” vendettero milioni di dischi acquisendo uno status di gruppo di culto che tuttora resiste in molte parti del mondo; ma anche il Morricone de “L’uccello dalle piume di cristallo” e de “La donna della domenica”, il Piero Piccioni di “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, il Nicola Piovani de “Il marchese del Grillo” e tanti altri. E la richiesta proviene da ogni parte del mondo, non solo da parte di semplici appassionati ma anche degli addetti ai lavori: “Non trattandosi quasi mai di canzoni ma piuttosto di brani strumentali, si evitano gli ostacoli legati alla lingua e diventa più facile farsi apprezzare anche all’estero” spiega Bixio, che della Cinevox fondata nel ’66 dal padre Cesare Andrea è oggi managing director. “Grazie a questo, oggi siamo una delle etichette italiane più note in tutto il mondo. In Giappone, soprattutto, che rimane il mercato più fiorente per le colonne sonore, italiane in particolare, ma anche negli Stati Uniti, da cui arrivano molte richieste di musiche per la sonorizzazione di film e telefilm. La domanda è vivace anche in Francia e in Germania, un po’ meno in Inghilterra. E in Italia, dopo anni di torpore, ci sono fortunatamente segnali di risveglio”.
L’operazione di ristampa, intanto, è solo agli inizi: “Abbiamo cominciato con i titoli più famosi, ma con 700 film e 8 mila ore di musica registrata a disposizione abbiamo ovviamente una lunga strada da percorrere. Nel nostro catalogo si trova di tutto, dal drammatico alla comedy, dall’horror all’evergreen, e sempre più spesso a noi si rivolge anche la pubblicità: con “Parlami d’amore Mariù” (musica di Cesare Andrea Bixio), inserita in uno spot di Dolce & Gabbana, abbiamo vinto un Key Award e anche la nostra nuova campagna promozionale, ‘Have a sync’, si rivolge soprattutto a quel mondo. Contemporaneamente cerchiamo di valorizzare titoli che erano finiti un po’ nel dimenticatoio, come ‘Forza G’ di Morricone che stiamo rilanciando proprio in questi giorni. Il compito di spulciare l’archivio e di scovare bonus track lo abbiamo affidato a Claudio Fuiano, un cultore e uno specialista del genere noto a livello internazionale. Speriamo di fare cosa gradita anche agli appassionati che all’epoca si erano procurati la copia in vinile”.
Fu un periodo d’oro, per le soundtrack italiane, quello compreso tra gli anni ’70 e gli ’80: “ Il fatto”, ricorda Bixio, “è che allora la nostra cinematografia permetteva agli autori di spaziare su vari generi. Oltre a ‘Profondo rosso’ anche le colonne sonore di ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’, ‘Film d’amore e d’anarchia’ e ‘Giù la testa’, insieme a quelle dei primi film di Dario Argento, finirono in classifica. La Rai aveva un programma dedicato, spesso la gente usciva dai cinema fischiettando i titoli di testa o di coda. D’accordo con i registi, i compositori sviluppavano temi musicali forti e melodici legati alla storia e al personaggio, oggi si tende invece ad inserire molta musica di puro commento. Era un modo di comporre un po’ diverso, e una bella palestra per tanti musicisti che si facevano le ossa seguendo le orme dei mostri sacri. Oggi è la fiction televisiva, più che il cinema, a dare spazio ai nuovi autori: un esempio è Andrea Guerra, che ha iniziato con ‘Un medico in famiglia’, una nostra produzione. Nonostante venga reiterata nel tempo e arrivi nelle case di milioni di telespettatori, però, la musica delle fiction non suscita mai le stesse reazioni di quella che si ascolta nel buio di una sala cinematografica. Peccato, perché spesso si tratta di composizioni altrettanto valide”.
Novità, titoli storici e compilation come “A trip? Just a little…beat”, con brani di genere lounge/psichedelica a firma di Giorgio Gaslini, Piero Umiliani, Augusto Martelli, Gianni Ferrio, Piccioni e Morricone, trovano comunque nuove vetrine promozionali e opportunità commerciali in rete (Cinevox ha accordi in corso con iTunes e le altre principali piattaforme di distribuzione digitale): “Internet ci ha dato una sveglia, scompaginando la solida routine promozionale a cui ci eravamo abituati”, ammette Bixio. “Abbiamo creato nuove figure professionali specializzate nel web marketing, utilizziamo MySpace per farci conoscere e nel prossimo futuro lanceremo delle iniziative finalizzate a innescare un’interazione con il pubblico. Vogliamo invogliare la gente a ‘giocare’ con il nostro catalogo rovesciando la nostra prospettiva tradizionale: stimolare la creazione di immagini per la musica, oltre che di musica per le immagini”.
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