NEWS   |   Industria / 27/10/2008

'Classic Album', DVD come libro di testo di storia (del rock)

'Classic Album', DVD come libro di testo di storia (del rock)
Alle volte mi capita di pensare che questo lavoro - questo del giornalista di musica - avrei dovuto farlo altrove, in un’altra nazione. Sì, lo so che capita di pensarlo anche a voi, che avrei dovuto farlo altrove, specialmente quando capite che sto per ammorbarvi con una delle mie solite lamentazioni. Abbiate pazienza, lo faccio con buone intenzioni.
Dunque, dicevo che mi capita - soprattutto quando leggo (preferibilmente in lingua originale, ché certe traduzioni in italiano... vabbé, scusate, stavo per iniziare una lamentazione parallela) alcuni libri di “storiografia del rock” - o del pop, o della musica leggera, fa lo stesso - scritti con l’impegno, l’attenzione, la curiosità e la voglia di informare che secondo me dovrebbero essere gli ingredienti fondamentali di ogni lavoro del genere. Libri così, in Italia, se ne leggono pochi, pochissimi - nell’ultimo anno ne avrò letti tre al massimo, e due sono stati scritti da Maurizio Becker, che Gutenberg l’abbia in gloria.
La stessa invidia (“Perché da noi non si possono fare cose così?”) l’ho provata quando mi è capitato per le mani per la prima volta un DVD della collana “Classic album”. Credo fosse quello dedicato a “John Lennon - Plastic Ono Band”, o forse quello sul making of di “Dark side of the moon” dei Pink Floyd. Prima di vederlo temevo che si trattasse di uno dei soliti pseudo-documentari progettati per spremere le tasche dei fan e dei collezionisti. Poi ho capito che, invece, sono lavori molto ben fatti, in cui i curatori si impegnano ad intervistare le persone - non solo i musicisti, ma i fonici, i discografici, a volte persino i grafici della copertina - che hanno a vario modo contribuito alla realizzazione di un disco “classico” della storia del rock; e alle interviste aggiungono spezzoni di musica, filmati dal vivo, a volte brani inediti. E che guardarli è un’esperienza, un apprendimento, un arricchimento. Certo, non tutti i titoli mi appaiono ugualmente ben riusciti: dipende da tante cose. Prima fra tutte, ovviamente, l’interesse personale per l’album trattato - e qui è solo una questione di gusti personali. Chiaro che mi interessa di più il DVD su “Never mind the bollocks” di quello su “Rainbow Bridge” di Jimi Hendrix, ovvio che mi incuriosisce maggiormente la genesi di “A night at the Opera” dei Queen di quella di “Rumours” dei Fleetwood Mac. Ma quel che conta è che, anche se si sta raccontando di personaggi e dischi che non sono al culmine delle mie preferenze - che so, “Catch a fire” di Bob Marley, o “Disraeli Gears” dei Cream - la quantità e la qualità delle informazioni e delle testimonianze raccolte è tale da risultare ugualmente avvincente, per chi sia comunque appassionato di musica.
Poi: è vero che, a volte, il tono complessivo è un filo troppo agiografico. Ma mi pare una pecca perdonabile: del resto, l’intento celebrativo è dichiarato, e l’operazione non è sospettabile di secondi fini - qui si parla di dischi che hanno già fatto la loro (spesso gloriosa) vita commerciale, non si cerca di vendere qualche copia in più di un album mediocre.
E poi c’è un’altra cosa. Dietro a ogni volume della collana c’è una quantità di tempo e di fatica pazzesca: pensate a cosa dev’essere stato, ad esempio, andare a raccogliere i ricordi - a proposito di “The Joshua Tree” - di Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen, più il manager degli U2 Paul McGuinnes, più i produttori Brian Eno e Daniel Lanois, più Steve Lillywhite, più Elvis Costello... e poi selezionare un’ora secca di immagini e suoni. A pensarci, ogni DVD dovrebbe costare molto, perché vale molto.
E invece, no.
Soprattutto in questo periodo, in cui la Edel - che distribuisce alcuni (non tutti, peccato: ma il mercato italiano è quello che è, lo sappiamo) i titoli Eagle della collana “Classic Album” - li ha inseriti in una campagna di vendita che prevede prezzi intorno ai 10,90 euro. A questa cifra vi potete portare a casa i DVD “Classic Album” di “The Band” della Band (con interviste a Eric Clapton e George Harrison), di “Catch a fire” di Bob Marley (con interviste a Marley, Bunny Wailer, Peter Tosh, Robbie Shakespeare, Rita Marley), di “Disraeli Gears” dei Cream (con contributi di Felix Pappalardi, John Mayall, Manfred Mann...), e ancora, scusate se non li dettaglio uno per uno, di “Machine Head” dei Deep Purple, di “Hysteria” dei Def Leppard, di “Goodbye Yellow Brick Road” di Elton John, di “Rumours” dei Fleetwood Mac, di “Anthem to beauty” dei Grateful Dead, di “Electric Ladyland” di Jimi Hendrix, di “British Steel” dei Judas Priest, di “Reason” di Jay-Z, di “Bat out of hell” di Meat Loaf, di “Metallica” dei Metallica, di “Ace of Spades” dei Motorhead, di “Nevermind” dei Nirvana, di “Graceland” di Paul Simon, di “Face value” di Phil Collins, di “A night at the Opera” dei Queen, di “Never mind the bollocks” dei Sex Pistols, di “Stars” dei Simply Red, di “Aja” degli Steely Dan, di “Joshua Tree” degli U2, di “Who’s next” degli Who.
Roba che bisognerebbe farne la collezione completa.
Se vi capita, date un’occhiata al catalogo (www.edel.it). A parte i “Classic Album”, per qualche settimana ancora sono disponibili (anche a 7 euro e 90) decine di DVD meritevoli: tanti titoli dal vivo, ma anche antologie di videoclip e storie della carriera di grandi nomi del rock internazionale.
Per dire: nemmeno otto euro per due ore e mezza di “official story” dei Bee Gees sono un investimento, come lo sono per “Soundstage performances” dei Doors (tre esibizioni live, 1967 1968 e 1969, più una lunga intervista a Jim Morrison) o per “Thank you you’ve been a lovely audience” /due ore e mezza di concerto di Sinead O’Connor); ma non sono tanti nemmeno 10 euro e 90 centesimi per un’ora e mezza di “Live in Manchester” dei Babyshambles, per le due ore di concerto dei Deep Purple con la London Symphony Orchestra, le quasi tre ore del “Live in Memphis” di Elvis Costello, le oltre due ore del “Live at the Union Chappel” dei Procol Harum, le oltre due ore e mezza degli Yes “sinfonici”.
E non spendereste volentieri 13 euro e 90 per un box di DVD + CD audio di James Brown a Montreux nel 1981, o dei Ramones (“We’re outta here”), o degli Stranglers (“Friday the 13th”)?
Voglio dire: a volte c’è ragione di lamentarsi se i dischi costano cari, ma quando costano poco bisognerebbe approfittarne. Per farsi una cultura. (fz)