Sanremo: la conferenza stampa di Eugenio Finardi

Sanremo: la conferenza stampa di Eugenio Finardi
In perfetto orario, con coppola rovesciata, occhiali da sole e gilet, Eugenio Finardi si presenta alla sua conferenza stampa. Vale anche per lui il gioco delle domande fatte ai giornalisti, ma dopo poco le domande arrivano davvero...

Sei stato il primo a parlare di "Millennio", e ormai ci siamo arrivati: te lo immaginavi così?
Direi che io cerco di cantare quello che vivo intorno. In quel periodo sentivo il culmine di un certo tipo di situazioni e non a caso due anni dopo è scoppiata Tangentopoli, anche se le cose sono cambiate solo in parte. C’è un vento nuovo comunque, quest’anno Sanremo è nuovo e ce ne siamo accorti tutti. C’è una leggerezza nella conduzione di Fazio nel senso che utilizzava Calvino. Questa leggerezza ha aperto di nuovo la porta ai cantautori per tornare a Sanremo: oltre a me ci sono Fossati, Gazzè, Battiato, Silvestri. Penso che sia l’inizio di un cambiamento importante.

Hai presentato al Festival un brano molto leggero...
Mi sono trovato a partecipare a questo senso di leggerezza, anche perché a metà novembre mi sono trovato in una situazione veramente pesante. Sono stato per dieci giorni, a novembre, nel Sudan con Medici Senza Frontiere; ho vissuto una esperienza estrema, in un posto che vive in condizioni medievali, senza avere da mangiare e da bere. La gente però è meravigliosa; c’è un senso diverso, più intenso di essere vivi. Tornato in Italia volevo parlare di questo e invece mi sono trovato a scrivere un brano per Sanremo...

Ti sei sempre impegnato socialmente, sin dai tempi dell’impegno per le persone down: cosa ti porta a fare questa scelta?
È una costante, mi prende quotidianamente. Tendo ad impegnarmi lì dove le cose possono cambiare davvero. Per ora sono impegnato con Medici Senza Frontiere e con Gino Strada per Emergency. Una struttura che rispetto molto perché spende il 90 % delle sue risorse sul campo e non in strutture. Una delle ragioni per cui mi impegno a favore di Emergency è che conosco le persone, e vedo i risultati di quello che fanno, perché le cose funzionano e vanno direttamente sul campo. Penso che tutti possano fare qualcosa per queste strutture, dedicandoci parte del loro tempo e trasferendo le loro capacità in quel settore.

Come ti sei trovato al Festival?
Il Festival è come un buco nero che inghiotte tutto. Quando suoni qui durante l’anno il Teatro Ariston ti sembra un posto normale, mentre durante il Festival ti si scatena il panico. Comunque il Festival è molto divertente, è un giocone, come giustamente ha detto Fazio.

"Amami Lara" svela un innamoramento nei confronti di internet?
No, anzi, non sono un fan di internet. Lavoro molto con il computer per via della musica e ho molta paura di prendere virus via web.

Il tuo pezzo è stato presentato da Suor Germana: poi però si è parlato in un programma radio (Golem, ndr) del fatto che, ascoltandolo al contrario, "Amami Lara" contenga dei riferimenti satanisti...
Sì, ho sentito, è tutto il giorno che rido...

interviene un giornalista e svela lo scherzo: è una ‘bufala’ raccontata da Golem per vedere quanti giornalisti la riportavano...
Ah, ecco, volevo ben dire... comunque ci siamo veramente divertiti...

Ma tu ti senti in ogni caso un ‘maledetto’ del rock
Spero di no. Forse lo sono involontariamente, ma non per mia scelta.

C’è un messaggio particolare in "Amami Lara"?
No, è un gioco. Se vuoi è - come molte mie canzoni - un brano che parla di solitudine. Il personaggio di "Amami Lara" è lo stesso di "Extraterrestre" vent’anni dopo; lì sperava di essere trovato da un extraterrestre per sfuggire dalla realtà, qui si innamora di un personaggio virtuale.

Farai un tour per promuovere questo disco?
Sì, sarà un tour a prezzo speciale, volto a contenere al massimo il costo dei concerti. In media i biglietti costeranno intorno alle ventimila lire.

"Amami Lara" uscirà come singolo?
Sì, in un formato EP: ci saranno due versioni del brano, una con gli archi e una senza, alle quali affiancheremo due brani registrati live, "La forza dell’amore" e "Uno di noi". Inoltre il brano verrà ristampato sul cd "Accadueo".

Chi vincerà il Festival?
Questi sono i miei pronostici: tra i big vedo bene le donne, Mariella Nava, Anna Oxa, Antonella Ruggiero. Tra i giovani - a parte l’indiscusso valore di Gazzè e Britti, che dovrebbero stare già tra i campioni - direi anche Daniele Groff e Irene La Medica.

Dall'archivio di Rockol - La musica ribelle, la Cramps ed Eugenio Finardi
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