Accordo con IODA, su MySpace Music arriva altra musica indipendente

Accordo con IODA, su MySpace Music arriva altra musica indipendente
Punta nell’orgoglio dall’accusa di snobbare etichette e artisti indipendenti (vedi News), MySpace Music replica annunciando un accordo di licenza con IODA (Independent Online Distribution Alliance), aggregatore digitale che consegna al nuovo servizio musicale del social network oltre un milione di brani e nomi importanti come Broken Social Scene, Feist, Alison Krauss, Mary Chapin Carpenter, Yo La Tengo, Aventura e Buena Vista Social Club. “Ne siamo estremamente felici, perché grazie a IODA e a The Orchard possiamo già contare su un catalogo di musica indipendente che supera i due milioni di titoli”, spiega al telefono dai quartieri generali californiani della società l’executive director strategy & business development Frank Hajdu. Ma quel che più gli preme è puntualizzare quanto è stato riportato dalla stampa nelle scorse settimane: “Ci sono stati dei fraintendimenti, a proposito dei rapporti che sussistono oggi tra MySpace e la comunità indie. Dai suoi albori, la nostra società ha avuto come missione e preoccupazione principale quella di potenziare le opportunità degli artisti indipendenti di ogni categoria: non solo musicisti ma anche registi, attori ecc, e questo fuoco da allora non si è mai spento. Però è chiaro che se hai come obiettivo quello di costruire il servizio musicale on-line più completo che ci sia al mondo sono numerosissimi gli elementi che entrano in gioco: stiamo producendo il massimo sforzo, e alla massima velocità possibile, per inglobare tutti i contenuti che si rendono man mano disponibili, senza distinzioni tra major e indie. Ci piace ancora pensare di poter giocare un ruolo importante nella costruzione del successo di tanti artisti, e non solo se si chiamano Lily Allen o Arctic Monkeys. Proviamo altrettanta, se non maggiore, soddisfazione nel sapere che aiutiamo migliaia e migliaia di musicisti a guadagnarsi da vivere e a a coltivare il loro talento anche se non diventeranno mai delle superstar. Ma ovviamente non possiamo mettere in pentola tutto nello stesso momento. Abbiamo iniziato il 25 settembre, stiamo continuando a lavorare per far sì che la nostra piattaforma non sia soltanto un grande veicolo promozionale com’è stato fino ad oggi ma anche una fonte di introiti per tutti coloro che forniscono un contenuto creativo.Gli accordi con The Orchard e IODA sono soltanto la punta dell’iceberg”.
Vedremo presto anche i Radiohead e i White Stripes su MySpace Music, dunque, a dispetto delle dichiarazioni poco concilianti rilasciate dal discografico Martin Mills, boss dell’inglese Beggars Group? “Come potete immaginare, siamo impegnatissimi a discutere e negoziare con chiunque, anche se ci vuole tempo per perfezionare i contratti e renderli operativi: Martin e il Beggars Group saranno ovviamente i benvenuti a bordo di MySpace, così come qualunque altro artista o etichetta indipendente. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi annunceremo altri accordi. Con altre etichette, con altri aggregatori e, non ultimi, con singoli artisti a cui desideriamo metteremo a disposizione i migliori strumenti per gestire da sé i propri spazi sulla piattaforma. Al momento, certo, il modo più veloce e diretto che un artista senza contratto ha di entrare nella nostra comunità consiste nell’affiliarsi a qualche aggregatore, ma il nostro team è al lavoro per creare un modello flessibile che permetta a chiunque di fare da sé, se lo desidera”. Lo stesso approccio, garantisce Hajdu, verrà riservato alle istanze che arrivano dagli utenti finali del servizio: “Ci rendiamo conto che molti desiderano poter condividere le loro esperienze musicali e le loro playlist con gli amici, non si tratta solo di ‘consumare’ contenuti ma anche di elaborarli in modo da esprimere la propria identità. Ogni esigenza percepita come essenziale dai nostri utenti verrà presa in considerazione e affrontata dal nostro staff tecnico”.
Bocca cucita, invece, sulla possibilità che IODA o The Orchard entrino, come le major, nel capitale azionario della joint venture (lo aveva prospettato in un’intervista, qualche mese fa, Chris DeWolfe)”: “Spiacente”, risponde Hajdu, “non posso entrare nei dettagli dei contenuti e della struttura dei singoli accordi. Posso dire però che è nostra premura trattare tutti alla stregua di partner stipulando accordi che risultino economicamente favorevoli per tutte le parti interessate. E sviluppare un modello di business sostenibile, redditizio e flessibile per chiunque”. Con quali punti di forza rispetto alla concorrenza? “Innanzitutto il fatto che, per il consumatore, diventeremo un negozio one stop in cui potrà trovare tutto ciò che finora doveve andarsi a cercare su siti diversi: non solo musica in streaming gratuito, suonerie, file scaricabili a pagamento e supporti fisici ma anche merchandising e biglietti per concerti, per esempio. E poi, anche se questo è diventato un ambiente molto competitivo noi non siamo una start-up, siamo in questo business già da cinque anni. Abbiamo alle spalle una storia e una tradizione, oltre che una posizione di leadership riconosciuta tra i social network che esistono sul Web. Siamo nella miglior posizione possibile, insomma, per far funzionare il modello gratuito basato sulle inserzioni pubblicitarie”. A quando l’ingresso in Europa e in Italia? “Abbiamo una tabella di marcia molto aggressiva, ci rendiamo naturalmente conto che il mercato europeo è estremamente importante per noi. Quando arriveremo? Molto presto. Senza sbilanciarsi troppo, diciamo l’anno prossimo”.
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