YouTube, agli artisti arrivano i primi soldi

YouTube, agli artisti arrivano i primi soldi
Anche se le diatribe con l’industria dell’intrattenimento sono tutt’altro che acqua passata (vedi l’azione legale per violazione di copyright intrapresa da Mediaset), YouTube sta effettivamente cominciando a versare royalty agli artisti e alle aziende titolari dei video che trasmette ogni giorno. Il titolo di cantante più cliccata e ricercata sulla piattaforma spetta, da resoconti ufficiali, ad Avril Lavigne, il cui hit “Girlfriend” è stato visto più di 104 milioni di volte; aggiungeteci i 34 milioni di clic collezionati da “When you’re gone” e i 22,6 milioni di “Happy ending”, e la giovane rocker canadese non sembra avere rivali. Ma quanto ci guadagna? Parlando col sito di informazione Digital Music News, il suo manager Terry McBride (Nettwerk Music Group) ha azzardato un calcolo approssimativo: “almeno 250 mila dollari, finora, e siamo solo all’inizio. Non posso quantificare esattamente finché non farò un audit da qui a tre anni e potrò accedere direttamente alla fonte delle informazioni”.
Per una rock star milionaria non si tratta certo di cifre da capogiro, ma McBride spiega che “YouTube è una fonte di ricavi come altre che si stanno aprendo…si tratta di microeconomia, ma tutto fa volume” . La Lavigne è comunque una privilegiata, secondo l’editore musicale Mark Chung di Freibank Publishing: i sistemi di rendicontazione delle royalty messi in opera da YouTube sarebbero ancora estremamente grossolani e approssimativi, e la redistribuzione del “calderone” di denaro destinato agli artisti favorirebbe nettamente i più popolari tra il pubblico del sito di video sharing. Nulla di nuovo, le stesse accuse di iniqua redistribuzione della ricchezza piovono da sempre anche sulla SIAE, tanto per restare in casa nostra.
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