NEWS   |   Industria / 14/10/2008

Talent scout cercasi: la Sony non può ancora fare a meno di Clive Davis

Talent scout cercasi: la Sony non può ancora fare a meno di Clive Davis
Con un articolo pubblicato venerdì scorso, 10 ottobre, Peter Lauria del New York Post rende omaggio al leggendario Clive Davis, settantaseienne talent scout ancora sulla breccia e senza nessuna intenzione di mollare. Lo scorso aprile, togliendogli l’incarico di presidente e ad del BMG Label Group per assegnargli il ruolo creato ad hoc di “responsabile creativo” (vedi News), sembrava che la Sony volesse accompagnarlo gentilmente alla porta e verso una dorata pensione. Invece le cose sono andate diversamente e dietro i clamorosi successi americani di Leona Lewis e di Jennifer Hudson c’è ancora una volta il suo zampino, tanto che il capo americano della multinazionale, Rob Stringer, gli avrebbe chiesto di tornare a tempo pieno nella mischia: tra i prossimi progetti artistici in cui l’inossidabile Davis potrebbe essere coinvolto figurano i nuovi album di Billy Joel e Harry Connick Jr., oltre a quelli di Rod Stewart, di Kelly Clarkson e della pupilla di sempre Whitney Houston. Non solo: secondo alcune fonti la Sony sarebbe disposta a dargli carta bianca e a finanziare un allargamento del suo ufficio artistico.
La major nippoamericana, come noto, ha in forze anche un’altra superstar, il superproduttore Rick Rubin attuale direttore artistico della Columbia (vedi News), e qualcuno non ha mancato di sottolineare come tra lui e Davis potrebbero verificarsi antipatiche sovrapposizioni di ruolo. Sembra (lo rivelano al Post fonti interne all’azienda) che l’azienda sia piuttosto delusa dai risultati conseguiti finora da Rubin mentre Davis risulterebbe più in sintonia con le tendenze del mercato digitale, ponendo da sempre l’enfasi sulla ricerca di canzoni di successo più che sugli album e sugli artisti. Anche lui, comunque, avrebbe i suoi detrattori in Sony, pronti a sottolineare che molti dei suoi successi sono legati alla formula vincente deo talent show televisivi e agli sforzi del reparto di marketing e promozione diretto da Barry Weiss, e che sulla Hudson il veterano A&R ha cambiato parere solo dopo che “Dreamgirls” è diventato un hit.