NEWS   |   Italia / 04/09/2008

Cisco 'Il mulo' racconta il suo nuovo album

Cisco 'Il mulo' racconta il suo nuovo album
E' da poco nei negozi il nuovo album di Cisco, intitolato "Il mulo".
Il secondo disco solista dell'ex voce dei Modena City Ramblers arriva a due anni di distanza dal precedente "La lunga notte", un tempo servito all'artista per allontanarsi dal passato e trovare nuove ispirazioni.
Cisco, al secolo Stefano Bellotti, ha collezionato in questo periodo "esperienze uniche, come quelle fatte in Africa e in Romania", dove ha regalato la sua musica ai bambini accolti da un'associazione benefica. I viaggi lo hanno portato a conoscere nuove realtà umane e musicali: "In Tanzania ho incontrato un uomo che mi ha chiesto di prestargli la mia chitarra. Aveva le lacrime agli occhi perché erano 30 anni che non ne vedeva una, ma era ancora capace di suonarla. In Romania invece ho diviso la scena con una banda dei funerali e dei matrimoni".
Le documentazioni dei luoghi visitati (e alcune riprese realizzate in studio di registrazione) sono raccolte in un dvd che completa l'uscita, rendendo "Il mulo" un vero e proprio diario di vita. Negli ultimi ventiquattro mesi, Cisco ha anche attraversato l'Italia con il tour del suo precedente album "scoprendo dei suoni nuovi che sono finiti nelle canzoni alle quali stavo lavorando". Ne è un esempio il clarino suonato da Nico Gori in "Multumesc", primo singolo estratto: "Il titolo è una parola rumena", ha spiegato Cisco, "significa 'molte grazie'. Nel testo parlo di una rivoluzione che non arriva, attesa da anni, perché in Romania la gente sta ancora aspettando quel momento, la rivoluzione che migliorerà le loro vite".
Il ritmo del disco è incalzante, con ispirazioni multietniche ma anche con ritorni al genere folk, come accade in "Funerale per sigaro e banda", dedicato all'amico Luca Giacometti, il chitarrista dei Modena City Ramblers scomparso nel 2007. Cisco abbassa lo sguardo ripensando a quell'evento doloroso che ha riunito ancora una volta lui e la sua ex band sullo stesso palco in memoria di Giacometti: "Siamo tornati insieme per un evento particolare, altrimenti le nostre strade artisticamente parlando sono divise", ha precisato l'artista.
I 15 anni trascorsi nel gruppo hanno però lasciato un segno profondo, tanto che per scrivere le nuove canzoni Cisco ha voluto accanto a sé un amico di vecchia data: Giovanni Rubbiani, anche lui un tempo nei Modena City Ramblers. Un ruolo di particolare importanza nella realizzazione del disco lo ha avuto anche Francesco Manganelli, che si è occupato della produzione artistica e degli arrangiamenti.
Ci vuole tanta convinzione in ciò che si fa per vivere di musica, insomma secondo Cisco bisogna crederci fino in fondo e non mollare mai, ed è per questo che ha scelto di intitolare il disco "Il mulo": "E' un animale che simboleggiare la testardaggine, la cocciutaggine estrema che in questo caso ha una valenza positiva", ha spiegato l'artista, "inoltre è un omaggio a uno dei miei libri preferiti, 'La fattoria degli animali'. In mezzo a tutte queste oche e questi pavoni serve un mulo che tiri il carro".
E proprio per via (o grazie) a questa proverbiale testardaggine, Cisco è riuscito a convincere i suoi collaboratori a stampare anche una versione dell'album in vinile, il caro vecchio supporto: "E' un doppio vinile a tiratura limitata, naturalmente il dvd non c'è", scherza Bellotti, "ma in compenso ci sono due brani in più". Le canzoni aggiunte sono una versione acustica di "Il paese delle mummie" (una delle nuove canzoni) e una cover di "O cara moglie" del cantautore Ivan Della Mea.
"Conosco Ivan", ha raccontato Cisco, "e so che non gli va mai bene niente, quindi quando ho registrato la nuova versione del suo successo ho pensato subito che mi avrebbe alzato da terra, che non gli sarebbe piaciuta. Invece, con grande sorpresa, mi ha fatto i complimenti per il mio lavoro! Certo, mi ha anche fatto notare che avevo sbagliato una frase nel testo, ma nonostante ciò ha detto che andava bene così". Nelle prossime settimane Cisco comincerà il suo nuovo tour che toccherà molte città italiane tra cui Bologna, Torino e Bergamo.
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