Arriva il DVD...e i discografici stanno a guardare

Almeno fino al 2000 l’industria discografica ignorerà il DVD.
Lo sostiene un recente studio della società americana Forrester Research, che avanza previsioni dettagliate sulle prospettive di mercato del nuovo supporto digitale nei settori dell’informatica, dell’home video e della musica preregistrata.
L’indagine, basata su una serie di interviste con gli operatori-chiave dei diversi settori, attribuisce alla musica (ma anche all’home video) un ruolo del tutto marginale nello sviluppo iniziale del mercato DVD. Grandi aspettative, al contrario, circondano il mondo dell’informatica, dove si prevede che i drive DVD sostituiranno i lettori Cd Rom nella maggior parte dei nuovi sistemi Pc in circolazione a partire dal nuovo millennio (il sistema DVD-Rom garantisce una qualità d’immagine pari a quella cinematografica).
Secondo i ricercatori americani, meno di 100.000 consumatori statunitensi acquisteranno un lettore DVD audio nel corso del ‘98; il loro numero dovrebbe salire a 2 milioni nel 2002, raggiungendo circa il 2 per cento dei nuclei familiari americani. Per la stessa data, l’industria prevede di vendere oltre 53 milioni di Pc equpaggiati con drive DVD e poco più di 5 milioni di lettori DVD video.
A causa della scarsa penetrazione dei lettori, anche il numero di titoli DVD audio in circolazione sarà piuttosto ridotto: dovrebbero essere circa 350 da qui al 2000, per crescere a un totale di 5.700 titoli nel 2002, una cifra che rappresenterà comunque meno del 2 per cento del catalogo di Cd disponibile sul mercato discografico. Per di più, soltanto due delle cinque maggiori case discografiche multinazionali hanno iniziato a pubblicare titoli in formato DVD, e si tratta in ogni caso di video “long form” e non di titoli a contenuto esclusivamente musicale.
Le ragioni principali dello scarso entusiasmo che le case discografiche manifestano nei riguardi del nuovo supporto, secondo il rapporto, risiedono nella prolungata stagnazione del mercato musicale, nell’impossibilità di percepire la differenza qualitativa tra un sistema Cd audio tradizionale e un sistema DVD senza ricorrere all’acquisto di nuovi, costosi, impianti di amplificazione, e al fatto che molti consumatori, da poco convertiti al Cd, interpretano l’introduzione di un nuovo formato come una manovra commerciale dell’industria che non ha altro scopo che quello di estorcere loro dell’altro denaro.
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