'Control' - La genesi del film, pt. 12

'Control' - La genesi del film, pt. 12
Rockol pubblica a puntate la genesi di “Control”, il film dededicato alla vita di Ian Curtis dei Joy Division girato da Anton Corbijn (vedi news).
Ecco l'ottava puntata, le altre sono reperibili qui

Oltre e mettere in scena gli effetti fisici della malattia, cosa che ha fatto senza provare, Riley è anche riuscito a capire la maniera in cui l’epilessia aveva influenzato lo stato mentale di Curtis, per poter interpretare il suo personaggio nella parte finale del film. “Si è trattato di capire come una persona sana sia costretta a vivere costantemente ossessionata dalla paura. Sai bene che un attacco forte potrebbe portarti alla morte, o a qualche infermità fisica. Sai che può essere molto umiliante perché perdi totalmente il controllo delle tue funzioni corporee e tanta gente è impreparata di fronte ad attacchi del genere e non sa come reagire quando si trova di fronte una persona malata di epilessia.”
Pur essendo molto simile a Ian dal punto di vista fisico, l’unica grande differenza - che avrebbe potuto rappresentare un ostacolo in termini di somiglianza - era che Riley non ha gli occhi grandi e tondi che avevano un non so che di ossessivo di Ian Curtis e che erano diventati la sua caratteristica distintiva.
“Ad un certo punto mi ero convinto che i miei occhi avrebbero rappresentato un vero problema,” ricorda Riley. “Abbiamo provato con le lenti a contatto, ma il vero problema era che le mie pupille non si muovevano mai e quindi avevo l’aspetto di un aneroide. Ero insieme ad Alexandra Maria Lara, che interpreta Annik, nella roulotte del trucco e appena mi ha guardato in faccia ho capito che c’era qualcosa che non andava. Ho continuato ad indossarle durante le prove per un paio di ore di fila, e tutti coloro che erano lì pensavano che fosse la scelta giusta. Ma io non le avevo mai usate prima d’ora pregavo con tutto il cuore di non doverle usare per il film. In fondo si tratta dell’interpretazione di una storia e di una persona e infatti io non gli occhi di Ian perché non sono Ian!”.
Data l’inesperienza di Riley come attore, le due settimane di prove gli sono servite a trovare la fiducia in se stesso necessaria per affrontare le riprese. I pomeriggi erano dedicati alle prove insieme agli attori che avrebbero interpretato i colleghi musicisti dei Joy Division, mentre le mattine erano dedicate - una settimana per una - alle due attrici che interpretano le due donne della vita di Ian: Samantha Morton (nei panni di Deborah Curtis) e Alexandra Maria Lara (nei panni di Annik Honoré). Aiutandosi a vicenda nel cercare di capire i rapporti che legavano tra di loro i personaggi, gli attori sono riusciti ad arrivare al cuore della storia di “Control” che è un qualcosa che va al di là della leggenda di Ian Curtis e dei Joy Division.
“Anton ha sempre sostenuto che il vero fulcro della storia fosse l’amore di un giovane e la sua vita famigliare,” conclude Riley. “Forse mi sbaglio, ma Anton desiderava che i musicisti e l’ascesa del gruppo dei Joy Division fossero secondari rispetto alla storia principale.”
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